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54 anni di Fetus: il primo pionieristico album di Franco Battiato

di Marco Piccinelli
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Copertina dell'album Fetus, primo album in studio di Franco Battiato

Rivisitare Fetus oggi, a 54 anni (e un mese) dalla sua comparsa nei negozi nel gennaio del 1972 non è solamente nostalgia di un Italia che fu, ma un incontro ravvicinato con il “big bang” della sperimentazione italiana. In un’epoca in cui la musica leggera dominava le classifiche, Franco Battiato lanciava un segnale dal futuro: un’opera audace, pionieristica, ispirata al Mondo Nuovo di Aldous Huxley, che esplorava i confini della biologia e della coscienza attraverso le oscillazioni di un sintetizzatore VCS3.

Franco Battiato circondato da strumentazioni elettroniche

Il Battiato Pre-Fetus

Francesco Battiato nasce a Riposto, in provincia di Catania, nel 1945. Fin dalla tenera età dimostra una predisposizione per la musica, che lo porterà a trasferirsi a Roma prima e a Milano poi in cerca di fortuna musicale.

Nel 1964 conosce Giorgio Gaber a Milano che sarà fondamentale per la sua carriera, sia per il nome “Franco”, introdotto per distinguerlo da Francesco Guccini, che per il Derby Club, uno dei più famosi locali notturni milanesi.

Musicalmente, Battiato compone vari brani di musica leggera italiana, da “L’amore è partito” (1965), a “È l’amore” (1967) che vende ben 100.000 copie, partecipando a Settevoci di Pippo Baudo. I successivi 45 giri si rivelano degli insuccessi commerciali e Battiato intuisce che i tempi stanno cambiando rapidamente e che se non vuole essere travolto deve stravolgere la propria produzione oppure rimanere uno dei tanti. È l’inizio della sua metamorfosi verso l’avanguardia.

Franco Battiato - È l'amore e Fumo di una sigaretta

Tra il 1969 e il 1971, Franco Battiato compie una trasformazione radicale. Nel proprio appartamento di Milano legge dai manuali di biologia, alla filosofia, ai testi scientifici. La musica di Stockhausen, uno dei compositori più avanguardistici del secolo scorso, specializzato sulla musica elettronica, fornisce un modello per il Battiato sperimentatore.

Nel 1971 conosce Pino Massara che lo convince ad entrare nella propria etichetta discografica Bla Bla, che aveva fondato con l’obiettivo di sperimentare i nuovi suoni elettronici che iniziavano ad essere sperimentati in quegli anni. L’ultima parentesi prima di Fetus è quella rappresentata dagli Osage Tribe, un gruppo progressive italiano appena fondato per cui presterà la voce solo per la prima canzone del primo album, “Hajenhanhowa”, tratta da Arrow Head (1972).

Il VS3C e l’avanguardia mondiale

Il secondo punto di rottura, oltre alla rivoluzione culturale che avveniva in lui, è rappresentato dall’EMS VCS3, il primo sintetizzatore portatile della storia. Franco Battiato ne acquista uno per gioco alla fine del 1970 per la modica cifra di 1 milione di lire, il guadagno dei 45 giri fin lì pubblicati.

Franco Battiato compra questo strumento al buio: non sapeva bene cosa fosse o come funzionasse, ma era affascinato da uno strumento che potesse creare suoni artificiali non presenti in natura. Nel 1971 inizia a sperimentare per “tentativi ed errori”: ottenere un suono stabile e intonato con uno strumento così grezzo e rudimentale era una vera e propria impresa! Battiato passa notti insonne a scoprire come utilizzare il nuovo strumento, suonato curiosamente con un “joystick” e non con una tastiera.

L’EMS VCS3 in tutto il suo splendore. Fonte: Wikimedia Commons

Il VCS3 sarà acquistato nello stesso periodo sia da Battiato che da Roger Waters dei Pink Floyd, che pubblicheranno l’anno dopo Fetus la propria opera omnia The Dark side of the Moon (1973), aperta con un battito cardiaco, proprio come la canzone Fetus.

La differenza sostanziale tra i Kraftwerk, i primi sperimentatori tedeschi, già noti per Kraftwerk (1970) e Kraftwerk 2 (1971), i Pink Floyd e Battiato è stato il “suicidio commerciale” di quest’ultimo. I Kraftwerk stavano cercando un nuovo linguaggio e nuove sonorità per la Germania post-bellica. I Pink Floyd stavano diventando la rock band progressive più famosa e importante del mondo. Battiato, d’altra parte, stava distruggendo una carriera sicura: nessun artista di quel calibro avrebbe mai compiuto un salto nel vuoto così violento, passando dalle canzoni pop sanremesi a oscillatori elettronici parlando di filosofia.

Fetus

La copertina e gli scandali

A fine 1971, Battiato inizia le registrazioni del proprio primo album in studio, Fetus, uno dei primi concept album italiani, ispirato a “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, dove viene descritta una società distopica in cui tutti gli individui vengono fabbricati in laboratorio. Non a caso il sottotitolo dell’album è proprio “Ritorno al Mondo Nuovo” come omaggio allo scrittore britannico.

La copertina dell’album, ideata da Gianni Sassi (noto produttore musicale del periodo che lancerà anche gli Area e gli Skiantos) e raffigurante un vero feto umano di 2 mesi di nome “Valerio”, reperito all’Istituto di Anatomia, suscita immeditatamente scandalo ed è presto censurata nella bigotta società italiana dell’epoca.

Inoltre, nel 1971 Gianni Sassi scatta una foto a Battiato in cui è truccato con una mistura tra farina e calce, che, sotto le luci del set, si crepa creando un vero e proprio mostro alla Frankenstein. La fotografia, rappresentante lo sfigurato Battiato su un sofà Busnelli vestito con la bandiera americana, diventa una pubblicità popolare a Milano, che ne è invasa. La scritta al di sotto recita “Che c’è da guardare? Non avete mai visto un divano?”.

Il cantautore, ignaro della pubblicità e non riconosciuto, viene scambiato per un transessuale e vengono spedite migliaia di lettere di protesta verso i Busnelli.

Il disco e i suoi brani

Il disco esce all’inizio del 1972 (non è riportata una data precisa, n.d.r.) con un errore di stampa. I brani registrati sono: Energia / Fetus / Una Cellula / Cariocinesi / Fenomenologia // Meccanica / Anafase / Mutazione, mentre quelli riportati sono: Fetus / Una Cellula / Cariocinesi / Energia / Fenomenologia // Meccanica / Anafase / Mutazione. Nelle successive ristampe italiane e sia su Spotify che su YouTube Music è riportata la tracklist errata, in cui Fetus è la traccia d’apertura, impedendo l’ascolto originale.

I brani sono inoltre firmati da Franco Battiato e Frankenstein, uno pseudonimo per Sergio Albergoni e Giovanni Sassi, che permette all’ascoltatore di entrare ancora di più nel tema dell’album.

In Italia, non si era mai sentito nulla del genere. Battiato utilizza sapientemente il VCS3, creando sonorità distopiche e inquietanti che, unite a testi medici e scientifici, lasciano l’ascoltatore perplesso e turbato.

Energia. L’album si apre con i bambini della scuola materna San Vincenzo di Milano registrati mediante un microfono nascosto in uno zaino. Mentre questi parlano, si apre una melodia con il sintetizzatore, presa da un promo dimostrativo dell’EMS AKA Synthi, il fratello dell’EMS VCS3, provvisto di una tastiera. Il brano è intitolato “Untitled Canon” di David Vorhaus e può essere ascoltato al minuto 1:31 di questo video.

Il brano parla del tema della casualità del concepimento, in un’atmosfera strana e irreale che caratterizzerà tutta la parte sperimentale e avanguardistica del cantautore siciliano.

Fetus. Viene posta come title-track nelle ristampe poiché il brano si apre con un battito di cuore, che sarà utilizzato dai Pink Floyd come apertura del loro The Dark Side of the Moon (1973). Battiato descrive i primi movimenti del futuro essere umano con respiri e suoni angoscianti, dati dalle chitarre elettriche e dai sintetizzatori.

Una cellula e Cariocinesi. Descrivono la nascita e la replicazione di una cellula. Da notare in Cariocinesi una batteria elettronica (una drum machine ante-litteram) creata attraverso probabilmente un EMS 256, un sequencer presente nei successivi modelli come l’EMS AKS Synthi.

Fenomenologia. Il brano analizza la biologia ed è pieno di termini tecnico-scientifici:

“L’esotomia, I’IBM-azione

De-cloro-de-fenilchetone

Essedi-etilizzazione

Han dato vita

Alla programmazione”

L’esotomia è un termine proprio della psichiatria fenomenologica che rimanda al cambiamento dello stato d’animo in funzione delle condizioni esterne in cui si vive. IBM-azione e Programmazione permettono di comprendere l’avanguardia di Franco Battiato verso i temi informatici ed elettronici, che studia e cerca di comprendere continuamente.

Il brano termina con due formule matematiche: “x1 = A*sen (ωt), x2 = A*sen (ωt + γ)” che descrivono il funzionamento di un oscillatore armonico da cui è uscito il suono di Fetus. Fenomenologia può essere descritta come il brano più audace e sperimentatore dell’album, che a tratti può essere inteso anche in chiave futurista.

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Meccanica. Il lato B del 33 giri si apre con il più lungo brano dell’album, che è ispirato a “Il mondo nuovo” di Huxley e che comprende nella parte finale la voce degli astronauti dell’allunaggio dell’Apollo 11 con in sottofondo una melodia bachiana.

Anafase. Collegandosi alla parte finale di Meccanica il testo di “Anafase” tende all’infinito e ai viaggi spaziali. L’anafase è una delle fasi della mitosi, attraverso cui una cellula si divide in due cellule figli identiche alla cellula madre.

Mutazione. Il nome del brano prende ispirazione dall’individuo che, ormai complesso, può mutare ed evolversi. La cellula ormai si è trasformata in un organismo vero e proprio pronto a nascere.

Recensioni e Attualità di Fetus

Fetus, pur essendo stato censurato da molti venditori per la copertina scandalosa, vendette 15.000 copie arrivando terzo in classifica come dichiarato da Battiato stesso qui.

Sebbene quasi tutti i recensori musicali moderni ne diano un’opinione positiva e lo considerino un capolavoro del primo Battiato, preferisco riportare una vecchia recensione del 1972, anno in cui è uscito il 33 giri, di Enzo Caffarelli sulla rivista Ciao 2001.

“E’ un disco davvero sorprendente questo “Fetus”, considerato che il suo creatore ed interprete proviene dai canali tradizionali del discoestate e delle altre porcherie nostrane.”
“Tutti i titoli, “Una cellula”, “Cariocinesi”, “Anafase”, “Mutazione”, ecc. sono presi in prestito dal linguaggio biologico, e non è certamente un caso che proprio la biologia, scienza fondamentale dei giorni nostri e ricca di meravigliose e tremende prospettive per il domani si accoppi con l’elettronica, altrettanto capace per la propria strada di portare a nuovi e impensati vertici l’arte del suono, e nello stesso tempo capace di ucciderla.”

ENZO CAFFARELLI – CIAO 2001

In un tempo in cui l’Intelligenza artificiale è diventata una parte fondamentale delle nostre vite, bisognerebbe esplorare il confine tra ciò che è “nato” e ciò che è “costruito artificialmente”, come già indagato da Battiato nel 1972 quando il mondo guardava ancora con sospetto alla biologia e alla genetica.

L’IA può essere intesa in un certo senso come un “Feto Digitale” che non si nutre di ossigeno e molecole ma di informazioni. Entrambe potrebbero rappresentare delle “forme di vita” in potenza, citando Aristotele. Potrà una macchina, programmata con algoritmi, arrivare al livello umano e superarlo nella poesia, nella spiritualità, nell’arte?

Buon ascolto!

Per approfondire…

  • Fabio Zuffanti – Franco Battiato. Tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019
  • Francesco Messina, Stefano Senardi – L’alba dentro l’imbrunire

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