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Achille Lauro conquista Roma col suo concerto all’Olimpico il 10 giugno

di Chiara Belotti
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achille lauro

Il 10 giugno Achille Lauro si è esibito per la prima volta allo stadio Olimpico di Roma, di fronte a un pubblico di circa 70.000 persone. Il cantante ha portato nella sua città gran parte della sua discografia, in particolare i brani dell’ultimo album “Comuni immortali” (riedizione di “Comuni mortali”).

Come dichiarato da Lauro in diverse interviste, il disco è per lui un sintagma che accomuna tutti noi e non a caso affronta i tormenti e i dubbi esistenziali degli esseri umani. L’atmosfera che emerge dalle tracce musicali è stata definita dal cantante come “il paradiso dell’Eden degli incoscienti giovani prima di essere catapultati sulla terra”. E così, durante il concerto sono comparse immagini che riportano proprio all’Eden, a uno stato primordiale dell’umanità.

Achille Lauro - Comuni Immortali
Locandina dell’evento (Foto: concerti-italia.it)

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La performance di Achille Lauro all’Olimpico è stata il coronamento del percorso personale del cantante, che più volte ha ribadito di aver portato con sé fin da ragazzino il desiderio di questa esperienza. Ha mostrato sul palco il sé adolescente che si è formato nella periferia romana e che ha dovuto “fare la gavetta” per arrivare fino a questo palco. E proprio su questo palco, Achille ha urlato “Io sono la gente!”: un’esclamazione che ha compreso le persone del suo passato e del suo presente, quelle che hanno forgiato il suo spirito e quelle che erano lì all’Olimpico, in 70.000, a celebrare il suo successo.

Proprio grazie al profondo rapporto del cantante con il suo pubblico, il concerto è stato un caloroso abbraccio collettivo. Tra una canzone e l’altra, Lauro non solo ha invitato i fan a spegnare i telefoni, ma anche a presentarsi a chi avevano vicino: in fondo, infatti, siamo tutti “comuni mortali”. Molto più simili di quanto riusciamo a credere. Non solo: siamo stati o siamo anche “incoscienti giovani”, canzone che ha chiuso il concerto e che ha unito tutte le generazioni tra gli spalti in un clima di spensieratezza, malinconia e speranza.

Achille Lauro in concerto
Achille Lauro a Roma (Foto: teamworld.it)

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Alcuni brani sono diventati dediche speciali, come “Marilùin onore delle donne. “Perdutamente” ha invece riportato nel cuore il ricordo delle vittime di Crans-Montana e lo stesso Achille ha detto: “Se questa canzone ha fatto bene anche a una persona soltanto, allora ha avuto un senso”. Il brano è stato poi reso unico per l’accompagnamento classico e la voce da brividi del soprano Valentina Gargano.

Ma la dedica più grande da parte del cantante è stata rivolta alla sua Roma. “AMOR” è la canzone con cui Lauro ha aperto il concerto e ha rivolto alla città eterna frasi quali “stanotte è per te” e “abbracciami Roma, prima di addormentarci stasera”.

La Roma di Achille Lauro non è il Colosseo, la Fontana di Trevi o Piazza di Spagna. Questi sono solo lo sfondo. La sua Roma è dolore e amore, coraggio e delusione, perdita e rivincita ed è per questo che è un po’ la Roma di tutti noi.

Lauro insomma è riuscito a creare una magia intorno a questa città già di per sé speciale; l’ha rimodellata su un valore che gli antichi latini definirebbero “humanitas” e che oggi possiamo associare all’empatia dettata dal fatto che siamo tutti esseri umani in fondo.

Allo stesso tempo, non bisogna dimenticare anche l’aspetto più scatenato e trasgressivo del cantante, che con “Rolls Royce” e “Maleducata” ha infiammato l’Olimpico insieme al suo stretto collaboratore e chitarrista Boss Doms.

Achille ha infine sorpreso i suoi fan con l’entrata di Antonello Venditti. Il loro duetto sulle note di “Che tesoro che sei” è uscito ufficialmente sulle piattaforme musicali il 12 giugno. “Notte prima degli esami”, cantata dal solo Venditti, ha innalzato una voce unica dallo stadio: un coro costituito da emozioni tanto diverse ma ugualmente profonde. Inutile dire che è arrivato dritto al cuore.

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Bruno Brioni 16 Giugno 2026 - 15:35

E’ interessante leggere una ragazza giovane che ad un concerto nota soprattutto il lato “UMANO nelle canzoni e non “il mito” che forse il cantante è per lei e quelli della sua età. Almeno per me che sono “diversamente giovane” (di molto) mi ha favorevolmente colpito.

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