Home RubricheJukeboxFrank Zappa: 52 anni di follia e genialità

Frank Zappa: 52 anni di follia e genialità

di Francesco Saronni
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frank zappa

Frank Zappa: l’uomo che ha scritto canzoni come “G-Spot Tornado” e “Tengo Na Minchia Tanta“; autore al quale hanno intestato una via di Berlino, una cavità carsica a Oltre il Colle (BG) e addirittura un asteroide (3834 Zappafrank); colui che ha dato del gay a Gerry Scotti su DeeJay Television mentre si mangiava un panino al salame.

Cosa possiamo aspettarci dalla sua musica?

Frank Vincent Zappa nasce a Baltimora il 21 dicembre 1940 da un perito industriale siciliano e da una casalinga statunitense. Durante la sua infanzia si ritrova a dover traslocare ben cinque volte per via del lavoro del padre, fino a ristabilirsi nuovamente nel Maryland. In questo periodo viene a contatto con “Ionisation” di Edgar Varése, compositore di musica d’avanguardia che apre la mente del giovane in modo determinante per la formazione del suo stile.

frank zappa - varése
Edgar Varése (Foto: ars-classical.com)

Si sposa a diciannove anni e nel ’63 si trasferisce con la moglie in uno studio di registrazione in affitto, dove inizia a guadagnare i primi soldi componendo colonne sonore per film a basso budget e girando cassette porno per arrotondare. Sfortunatamente un agente in borghese lo arresta dopo avergli offerto 100 dollari per una cassetta e Zappa riceve 10 giorni di galera.

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Zappa e i “Mothers of Innovation”

Nel 1964 forma dai resti dei Soul Giant il suo primo progetto di gruppo: i Mothers, che poi diventarono i “The Mothers of Invention” perchè secondo la MGM Records il nome precedente somigliava troppo alla parola “motherfucker”.

Non molto dopo ottengono un contratto con la Verve, sussidiaria della MGM, e con il produttore di John Coltrane Tom Wilson realizzano Freak Out!. Questo disco anarchico fu rivoluzionario: spaziando tra avanguardia, free jazz, blues e pop-rock psichedelico, Zappa si scaglia contro il conformismo e il sogno americano, attaccando i tabù dell’epoca sulla sessualità e la cultura dei media con la satira. Lo stesso titolo del disco è un invito a ribellarsi e dare letteralmente di matto, distinguendosi dalla massa e pensando autonomamente.

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Copertina di “Freak Out!” (Foto: udiscovermusica)

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“Freak Out!” riscontra un certo successo e divide il pubblico fra fan assoluti e coloro che lo contestano per i testi e la musica troppo “strana”. Nel ’66 Frank Zappa viene intervistato dal conduttore televisivo conservatore Joe Pyne, che comincia l’intervista chiedendo a Zappa: “quindi Frank, hai i capelli lunghi, ciò non ti rende una donna?”; l’artista risponde “quindi Joe, hai una gamba di legno, ciò non ti rende un tavolo?”, facendo riferimento alla protesi in legno del conduttore.

Negli anni successivi i Mothers of Invention pubblicano altri dischi: nel ‘67 esce “Absolutely Free“, che esplora la guerra in Vietnam e l’America di Nixon con forti critiche sociali accompagnate da ritmi composti e irregolari; nel ‘68 viene pubblicata “We’re Only in It for the Money” sullo stesso stampo dei due precedenti e il ’69 vede “Uncle Meat“, nel quale Zappa ha la totale leadership e raggiunge il culmine del sound zappiano; tra le tracce con organico orchestrale e tape music si trova anche la canzone “Tengo Na Minchia Tanta“, in cui canta con una voce provocante sopra ad un ritmo rock con tanto di chitarre distorte.

Frank Zappa pubblica altri dischi da solista tra i quali “Hot Rats” (1969), in cui esplora le sonorità jazz-rock, Apostrophe (1974), One Size Fits All (1975), e altri.

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Copertina “Absolutely Free” (Foto: JamBase)

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I concerti di Zappa tengono fede al suo personaggio: le esibizioni sono intrise di improvvisazione e sperimentazione (molte volte i brani vengono stravolti con arrangiamenti diversi e assoli improvvisati), oltre a essere permeate di ironia e satira sociale con varie interazioni di Zappa con il pubblico, rendendo i suoi live un’esperienza unica.

Inoltre, dal 1970 inizia a registrare quasi ogni concerto in modo da avere un archivio di registrazioni per eventuali pubblicazioni e per fare letteralmente collage utilizzando una tecnica inventata da Zappa stesso, la Xenocronia: prendere tracce audio in un certo tempo e tonalità e sovrapporle ad altre con tempo e tonalità diverse.

Accade in “Joe’s Garage” (1979), dove i soli di chitarra sono estratti live, e anche nel brano “Rubber Shirt“, in cui unisce una traccia di basso in 4/4 e una di batteria in 11/4 insieme.

Un aneddoto famoso dei live zappiani riguarda il concerto al festival jazz di Montreux nel ‘71, durante il quale il teatro prende fuoco polverizzando la strumentazione della band, evento che i Deep Purple citano anche nella loro famosissima Smoke On The Water.

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Locandina del Festival di Montreux del ’71 (Foto: YouTube)

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Zappa e la censura

Frank Zappa combatte per tutta la sua carriera la censura musicale: data la volgarità volontaria di molti dei suoi testi viene convocato dal Parents Music Resource Center il 19 settembre 1985 presso il Senato degli Stati Uniti d’America.

Il Nostro interviene come solo lui può fare: senza pietà. Esordisce appellandosi al primo emendamento della costituzione e subito attacca le proposte della PMRC, definendole follie senza senso, lesive per la libertà civile dei cittadini e ingombranti per i tribunali. Infine aggiunge: “il PMRC si propone di eliminare la forfora tramite la decapitazione”.

Sfortunatamente, Frank Zappa si spegne il 4 dicembre 1993 a 52 anni a causa di un cancro alla prostata, dopo aver rivoluzionato per sempre la storia della musica. È difficile trovare altri artisti con la stessa genialità di Zappa.

Non per nulla Alice Cooper lo definisce “Il Genio”.

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