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La tragica storia di GypsyCrusader: Joker nella vita reale

di Marco Piccinelli
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GypsyCrusader

Paul Nicholas Miller, meglio conosciuto su Internet come GypsyCrusader, letteralmente il crociato zingaro, è una delle figure più controverse e discusse degli ultimi anni. La sua parabola, che lo ha portato da istruttore e campione nazionale di Muay Thai a icona dell’estrema destra su Omegle, passando per la prigione federale americana, è un perfetto caso di studio su come il trauma personale, l’isolamento e la internet culture possano trasformare un individuo normale in un simbolo d’odio globale.

La storia di Paul Miller

Le Origini

Paul Miller nasce l’11 agosto 1988 a New York. Il padre è Bob Miller, di origini Rom e Indiane, mentre la madre, Diana Miller, è un’imprenditrice messicana. La famiglia è devotamente cristiana cattolica e ogni estate compie un pellegrinaggio religioso in Canada. La fede ha rappresentato per lui una bussola morale e un pilastro a cui aggrapparsi, come riportato in future interviste.

Nonostante le premesse, a soli 18 anni viene arrestato per assalto aggravato e possesso di arma da fuoco, una pistola ad aria compressa con cui sparava a diversi passanti dalla finestra della propria camera. Tuttavia non sconterà nessun giorno in prigione. L’anno dopo viene nuovamente arrestato per spaccio di cocaina, marijuana, ecstasy ed eroina da un poliziotto in borghese nel New Brunswick. Viene condannato a 6 mesi di prigione e 4 anni di libertà vigilata.

Nel 2008, a 20 anni, Paul Miller decide di cambiare rotta ed inizia ad allenarsi nel Muay Thai, diventando talmente bravo da vincere sia il campionato regionale dei pesi massimi leggeri che il titolo nazionale degli Stati Uniti nella World Kickboxing Association nel 2013. La sua carriera termina bruscamente dopo un incidente d’auto che lo lascia gravemente ferito al collo e alle braccia.

Paul Miller campione nazionale di Muay Thai

La svolta politica e l’incidente

Paul Miller, privato della propria carriera sportiva, inizia ad appassionarsi di politica durante le elezioni presidenziali americane del 2016, tra Donald Trump e Hilary Clinton. Schieratosi apertamente con il Tycoon, comincia a seguire i comizi filmandoli e conducendo interviste nelle vesti di giornalista “neutrale”. In un’occasione, si presenta davanti alla sede della CNN per contestare l’emittente, accusandola di diffondere notizie false e sostenendo che, nonostante i negazionismi dei media, milioni di americani avrebbero votato per il Trump.

La vera svolta, che trasforma Paul Miller in GypsyCrusader, avviene il 12 ottobre 2018. In quell’occasione Miller viene aggredito all’esterno del Metropolitan Republican Club di Manhattan, dove i Proud Boys, un gruppo nordamericano di estrema destra, stava tenendo un comizio, da alcuni Antifascisti. Miller non era riuscito ad entrare all’interno ed era in diretta su YouTube per documentare la situazione. All’improvviso, un uomo lo colpisce facendogli cadere il telefono.  Dopo l’intervento della polizia, Miller si allontana ed entra in un McDonald’s per ricaricare il telefono e nota all’uscita un gruppo di una decina di Antifa che lo stava seguendo. Dopo una breve rissa, la polizia arresta 3 assalitori, ma la vita di Paul Miller è irrimediabilmente compromessa.

Il Doxing e l’FBI

Intervistato da alcuni giornali locali, Paul Miller diventa il bersaglio principale delle organizzazioni Antifa del Paese che avviano contro di lui una campagna di doxing su Twitter. Utilizzando documenti che gli erano stati sottratti durante gli scontri, i militanti diffondono i suoi dati personali in rete, tormentando lui e la sua famiglia con incessanti telefonate e pesanti minacce di morte.

Dopo un periodo di relativa calma, in cui Miller ricomincia ad insegnare Muay Thai, lo stesso inizia a documentare le proteste Black Lives Matter scaturite dalla morte di George Floyd a Philadelphia e a New York. Miller, nelle sue frequenti livestream, dichiara che coloro che protestano sono “terroristi domestici” che vanno fermati perché stanno distruggendo le città in cui agiscono.

Nel maggio 2020, l’FBI si presenta presso l’abitazione dei genitori di Paul Miller. L’intervento federale scaturisce da alcune sue dichiarazioni contro le restrizioni anti-COVID e dal tentativo di organizzare una manifestazione non autorizzata a favore del diritto alle armi.

Gli attacchi personali a Miller che, nel frattempo, aveva dichiarato che Black Lives Matter fosse un’organizzazione terroristica da fermare, portano i proprietari della palestra in cui era insegnante a licenziarlo per tutelare l’attività

Il 2 marzo 2021, GypsyCrusader viene arrestato alle 5 del mattino nella sua casa a Fort Lauderdale, nel nord di Miami, per possesso di arma da fuoco non dichiarata. Paul Miller non poteva possedere armi da fuoco neppure legalmente per via del suo passato da pluripregiudicato. Il 22 giugno 2021 viene ritenuto colpevole e condannato a 41 mesi di prigione e 3 anni di libertà vigilata. Viene rilasciato il 21 gennaio 2023 per buona condotta, ma viene rinchiuso in cella di nuovo fino al 3 luglio 2023 dopo che USA Today ha riportato che Miller utilizzasse il cellulare per diffondere odio online.

Foto segnaletica di Paul Miller nel 2021

La nascita di GypsyCrusader

Tra il 2019 e il 2020, Miller ha creato il personaggio di GypsyCrusader, letteralmente il “crociato zingaro”. Sfruttando la piattaforma di video-chat Omegle, ha iniziato a trasmettere in diretta su Twitch sessioni in cui appariva travestito da vari personaggi della cultura pop, come l’Enigmista o Joker, che, nella versione di Joaquin Phoenix era stato appena rilasciato in America (ottobre 2019).

Il travestimento più famoso di GypsyCrusader, Joker

Il format era semplice ma brutale: GypsyCrusader avviava conversazioni casuali con sconosciuti e, non appena apparivano persone apparenti a minoranze etniche, religiose o sessuali, lanciava insulti di ogni genere e tipo, mostrando spesso e volentieri il simbolo nazista, vantandosi del proprio suprematismo bianco.

Una volta bannato dai principali social media, tra cui YouTube, Facebook, Instagram, Twitter e Twitch, ha spostato le proprie livestream su siti di dubbia sicurezza e meno moderati, come BitChute, e su gruppi Telegram in cui i video continuano a circolare. Grazie a ciò, tra il 2024 e il 2025 le sue clip più note sono tornate ad essere ripubblicate su Instagram e TikTok grazie a una rete di profili gestiti dai fan, accumulando centinaia di migliaia di like e visualizzazioni.

Perché GypsyCrusader è diventato virale?

  • Estetica dei meme: l’uso del costume da Joker e di altri personaggi rende i suoi contenuti estremamente accattivanti per un pubblico giovane abituato all’ironia dell’ultradestra, sempre più diffusa negli Instagram Reels o nei TikTok.
  • Shock Value: la violenza verbale genera una reazione immediata negli interlocutori, generando clip “divertenti” o “scioccanti”, poi ricaricate su Telegram, BitChute, TikTok o Instagram. GypsyCrusader non risparmia nessuno.
  • Redpilling: Miller sostiene di dover “svegliare” le persone, attraverso l’umorismo nero e le clip estreme e shockanti. Egli ritiene di essersi “svegliato” a sua volta il 12 ottobre 2018, quando è stato aggredito per la prima volta dagli Antifa.
  • Coerenza: Miller rimane sempre nel personaggio di GypsyCrusader. La similitudine con il film di Joaquin Phoenix è quasi inquietante: Paul sembra essere rimasto intrappolato nel personaggio, incapace o non più intenzionato a distinguere l’uomo dalla maschera. I due anni trascorsi in carcere non hanno sortito alcun effetto rieducativo; al contrario, la detenzione ha agito da catalizzatore, radicalizzandolo ulteriormente.

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Le (numerose) controversie

“Let me get this straight. You are racist, you are so political, you are homophobic and you are on this?”

“Yes”

“Just to tell everyone about this”

“Yes”

“Do you know how much people commit suicide because of you talking about this? Do you?”

“Good”

“It’s not good”

“Yes, it is. We don’t need you people in this world”

GypsyCrusader in una delle tante clip popolari su Omegle

Le controversie legate a GypsyCrusader non si limitano alle opinioni politiche, ma toccano la sfera della criminalità e delle molestie sistematiche verso tutte le minoranze.

  • Razzismo e Antisemitismo: GypsyCrusader ha espresso apertamente ammirazione per figure del nazismo (sebbene, ricordiamolo, gli zingari stessi fossero stati deportati nel Terzo Reich hitleriano) e ha promosso la teoria della “grande sostituzione”. I suoi video sono pieni di svastiche, divise militari dell’epoca, bandiere offensive, fino a una pistola giocattolo che spara una piccola bandierina con la n-word.
  • Molestie a Minori: una delle critiche più feroci che ha travolto GypsyCrusader riguarda il fatto che Miller interagisce spesso con minorenni su Omegle, esponendoli a linguaggio osceno, volgare e comportamenti provocatori ed intimidatori.
  • Minacce di Violenza: nelle sue dirette, Miller mostrava (prima dell’arresto del 2021) armi e faceva riferimenti a un imminente “guerra civile” o ad atti di violenza contro le istituzioni. Questo ha attirato l’attenzione non solo degli attivisti ma anche delle forze dell’ordine, come il già citato Federal Bureau of Investigation.

Conclusione

La parabola di GypsyCrusader non è semplicemente la storia di un uomo che ha scelto la strada dell’estremismo; è il ritratto di un collasso d’identità avvenuto in diretta streaming. Miller ha trasformato la propria frustrazione personale in una performance nichilista, utilizzando maschere pop per rendere virale e metabolizzabile una retorica che, in qualsiasi altro contesto, sarebbe stata rigettata con orrore.

In definitiva, la storia di GypsyCrusader insegna che quando si gioca a interpretare il mostro per troppo tempo, si finisce per dimenticare come ci si toglie la maschera.

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