Le imbarazzanti parole di Trump trasmesse dal programma “l’Aria che Tira” di David Parenzo hanno subito infuocato il dibattito pubblico: a sinistra è in corso la solita carrellata di commenti ironici mentre al centro il segretario dei LibDem Marattin afferma: “Quando un capo di Stato estero insulta il nostro Primo Ministro, la politica deve reagire compatta […] E’ questione di dignità nazionale“. Stessa linea a difesa delle istituzioni segue Calenda, che non crede nemmeno alle parole di Trump e che, anche se fossero vere, dice che sarebbero da respingere uniti.

Ciò che sorprende è la reazione del centro destra: Tajani annulla la missione a Miami di lunedì dove avrebbe dovuto incontrare Rubio; Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, afferma che quelli di Trump sono dei deliri e il Presidente stesso pubblica un video di risposta al Tycoon:
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Una conseguenza inevitabile del rapporto fra Trump e Meloni
La reazione del Presidente, seppur giusta e tempestiva, arriva però dopo un anno e mezzo di cripto-servaggio: ciò che davvero imbarazza non sono le parole di Trump in sé piuttosto il fatto che sono rivolte a quella che si è sempre presentata come la sua migliore alleata in Europa, “il ponte ideologico-diplomatico” fra la Casa Bianca e il Vecchio Continente.
Le parole del Tycoon sono da condannare in quanto insultanti per tutta la Nazione ma è indubbio che la scomoda situazione internazionale in cui versa l’Italia è il risultato di un fallimento che dura da oltre un anno.
Meloni poteva decidere: o stare totalmente a fianco dell’Europa o schierarsi contro di essa a fianco di Trump senza chiaroscuri; invece, ha deciso di tenere il piede in due scarpe per salvare ogni possibilità futura. Risultato? Per l’Europa è finita per contare meno di leader, come Macron e Merz, che hanno le ore contate e per Trump è poco più di una barzelletta.
Il mancato appoggio agli Stati Uniti in Iran da una parte così come l’atteggiamento ambiguo su dazi e Groenlandia dall’altra hanno deluso sia l’Europa sia Washington col risultato che entrambi considerano Meloni inaffidabile.
Una situazione che ricorda il detto: “chi troppo vuole nulla stringe”.
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