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James Talarico: il volto democratico contro Trump

di Alessandro Morandi
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Nella serata di martedì 3 marzo si sono svolte le primarie democratiche per il seggio texano del Senato federale, che ha visto vincitore un nuovo volto del partito dell’asino James Talarico che, preferendo una linea più moderata, ha battuto Jasmine Crockett, già membro del Congresso e anti-trumpiana di ferro.

James Talarico e Joe Rogan
James Talarico e Joe Rogan (Foto: Newsweek)

Talarico non è però moderato nelle politiche, che anzi piacciono all’ala radicale del partito capeggiata da Bernie Sanders, ma nei modi e nel dialogo politico: ospite fisso di Fox News, l’emittente trumpiana per eccellenza, ha partecipato anche al podcast del conservatore Joe Rogan, cercando di seguire un’idea pienamente cristiana di apertura e uguaglianza.

James Talarico e la religione

James Talarico
James Talarico durante un comizio in Texas (Foto: Britannica)

Infatti Talarico è un seminarista presbiteriano, e in molti dei suoi discorsi ricorda i precetti della fede, troppo spesso abusati e sfruttati da una narrativa repubblicana e conservatrice che nei fatti ha sempre fatto il contrario rispetto agli insegnamenti cattolici. Ecco quindi che in molti dibattiti Talarico esorta
sempre con la domanda What would Jesus do, cosa farebbe Cristo, di fronte alle varie problematiche sociali del paese: cosa farebbe riguardo ad un sistema di tasse che “beneficia i ricchi e non i poveri”, cosa farebbe riguardo ad un sistema sanitario che “costringe i malati ad aprire pagine di GoFundMe per sopravvivere”, cosa farebbe riguardo ad un sistema scolastico che funziona solo in base alle ricchezze del quartiere, ad un sistema economico che ha come priorità il profitto e non il benessere del pianeta.

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Tante domande a cui un cristiano, ma non solo, dovrebbe saper rispondere facilmente; eppure accade il contrario: la narrativa usata da quei partiti che si ergono difensori della fede è in realtà fatta di divisione, prevaricazione, disuguaglianza, e la volontà di conservare tutto ciò.

Talarico ha una storia forte, fatta di abusi familiari, difficoltà finanziarie, l’emergere dal nulla; ha una narrativa fatta di dialogo ma soprattutto di politiche sociali vere, necessarie in un paese come gli Stati Uniti, dove più che in qualsiasi altra democrazia le disuguaglianze economiche fanno morire la gente per strada.

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Ha ottenuto l’endorsement di Obama ma anche di Sanders, insomma di tutto il partito: magari un
giorno lo ritroveremo a concorrere per un posto ben più in alto del Senato. Per ora però, bisogna aspettare le elezioni di novembre, dove i democratici non vincono dal 1988: quello sarà il passo decisivo per le aspirazioni di Talarico, ma soprattutto del partito, che deve arginare la crisi trumpiana proprio partendo dalle midterms.

James Talarico stringe mani
Talarico “non intende prendere istruzioni né ordini” dal Partito Democratico Federale (Foto: Huston Public Media)

Rispondendo alla domanda iniziale, “What would Jesus do“, Talarico ha le idee chiare: cambierebbe le leggi e renderebbe non più necessaria la carità, che sembra essere rimasto l’unico modo per la comunità cristiana di aiutare la gente. L’unico fino a James Talarico, sia chiaro.

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