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Compagno Mamdani – Il Ritorno

di Simone Agosti
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Le meraviglie della New York di Zohran Mamdani

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Compagno Mamdani

Lo scorso dicembre mi ero lanciato in una precoce analisi del fenomeno Mamdani, a un mese dalle elezioni amministrative in quel di New York. 

In quelle righe, nonostante i miei (più o meno sinceri) auguri all’amministrazione Mamdani, mi ero lasciato andare a un certo scetticismo verso le promesse sfornate in campagna elettorale dal candidato democratico. 

Ebbene, qualche mese è passato, e diversi nodi sono venuti al pettine. 

Primo punto all’ordine del giorno: i bus gratuiti, prevedibilmente, sono ancora un miraggio. L’amministrazione ha già messo le mani avanti, dichiarando che non saranno sicuramente implementati quest’anno nonostante siano in corso trattative con il governo dello stato di New York per sbloccare i fondi necessari. 

Tradotto, l’unica mossa possibile è andare ripetutamente con il cappello in mano ad Albany, capitale dello stato, sperando che la governatrice, la democratica Kathy Hochul, acconsenta ad alzare la pressione fiscale (già tra le più alte tra i 50 stati, motivo del continuo esodo di capitali verso Texas e Florida, per dire) al fine di realizzare questa simpatica promessa elettorale. 

Ora, permettetemi questa parentesi, per ricordarvi che no, rendere il trasporto pubblico gratuito generalmente non funziona. Al di là del fatto che nessuna azienda, privata o municipalizzata, potrà mai trovare abbastanza risorse per restare in piedi senza la vendita dei titoli di viaggio, è stato ampiamente dimostrato come il primo passo per aumentare l’utilizzo del TPL sia creare una rete efficiente e integrata; il viaggio in autobus potrà anche essere gratuito, ma se non mi porta dove devo andare, non avrò comunque un buon motivo per salire a bordo. 

Va detto che a New York, perlomeno, una rete efficiente di linee di autobus più o meno esiste già (il problema principale resta il traffico), ma di sicuro non ci sono i soldi per rendere tutto gratuito per gli utenti. 

Ma questo, i socialisti non lo avevano preso in considerazione. 

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Al di là di questo excursus sul trasporto pubblico locale, vi è però un qualcosa di più inquietante; e cioè lo spaventoso tentativo della peggior sinistra woke di esercitare un “razzismo al contrario” della peggior specie. 

Eh sì, perché l’amministrazione Mamdani ha presentato un simpaticissimo piano basato sulla “equità razziale”, interpretando qualsiasi questione possa presentarsi attraverso la lente dell’etnia. 

Mamdani
Ecco Mamdani mentre mostra tutto fiero il suo taumaturgico piano per risolvere secoli di discriminazioni etniche. (Fonte: nyc.gov)

Partendo dal solito trito e ritrito presupposto che tutta la storia degli States, e dunque di New York, sia stata segnata dalla colonizzazione dell’uomo bianco, si passa alle misure concrete.

E cioè, per farla breve, assunzioni nelle agenzie municipali che dovranno rispettare delle “quote” etniche, così come i centri per anziani e per l’assegnazione delle case popolari.

Il tutto, allegramente finanziato aumentando il carico fiscale verso i quartieri “più ricchi e più bianchi”, come se appartenere a una di queste due categorie fosse una colpa da espiare. 

Questa è, permettetemi di sottolinearlo ancora, una deriva pericolosa. 

Sì, pericolosa, perché ormai da anni imperversa in Occidente un odio di se stessi, della propria storia, della propria cultura. 

Esiste, purtroppo, una frangia politica, espressione spesso di minoranze etniche e religiose,  il cui obiettivo dichiarato è ottenere una sorta di “vendetta” per soprusi subiti secoli fa. 

Nessuno può negare razionalmente i danni provocati dal colonialismo alle comunità del mondo extraeuropeo nelle sue varie manifestazioni, dalla tratta degli schiavi nel XVI secolo alla brutale spartizione del continente africano nel corso del XIX secolo. 

Eppure, c’è a chi non bastano le “scuse” dei paesi europei. Vi sono movimenti che, seppur al momento lontani dal potere, propongono progetti per “decostruire la bianchezza” (qualsiasi cosa ciò possa significare) o “risarcimenti”, ad esempio per gli afroamericani discendenti di schiavi (come diavolo si dovrebbe anche solo partire a calcolare quanti soldi corrispondere a ciascuno?)

Questa, purtroppo, è la direzione verso cui si sta muovendo l’amministrazione Mamdani; la direzione, cioè, verso cui va a morire l’Occidente.  

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