Dichiarazione Schumann: il nucleo dell’Europa unita
Milano: il 9 maggio piazza San Fedele celebra la festa dell’Europa in ricordo della dichiarazione Schumann.
Il 9 maggio 1950 il ministro degli esteri francese Robert Schumann, tra i padri fondatori della comunità europea assieme a De Gasperi, Konrad Adenauer, P.H. Spaak e altri, propone la creazione della CECA: la Comunità Europa per il Carbone e l’Acciaio, il nucleo dell’attuale unione che vede come paesi fondatori Italia, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Repubblica Federale Tedesca.
I leader europei capiscono che le due guerre mondiali hanno avuto come tema centrale il controllo di tali risorse, fondamentali in particolare per l’industria bellica. Per scongiurare altri conflitti decidono quindi di affidarne il controllo ad un organismo europeo, non più nazionale.
Ti sta piacendo questo articolo? Leggi anche…
Le celebrazioni nelle piazze italiane
Il 9 maggio si sono tenute manifestazioni per l’Europa in alcune della maggiori città italiane, tra cui Venezia e Milano. Nel capoluogo lombardo, piazza San Fedele, a due passi dal Duomo, si è tinta di blu grazie ad una folla composta in gran parte da giovani di diversa estrazione politica.

Ad animare la giornata vi sono stati gli interventi di vari esponenti politici: dall’ex sindaco di Bergamo e attuale parlamentare europeo del PD Giorgio Gori all’eurodeputata di Azione Elisabetta Gualmini, dal presidente di +Europa e dei Radicali Matteo Hallissey al leader di Forza Italia giovani Simone Leoni.
Ti sta piacendo questo articolo? Leggi anche…
Guerra USA – Iran: la situazione attuale e le possibili ricadute a livello globale
Si è visto pure in intervento del segretario nazionale di Azione Carlo Calenda, che ha sferrato una pesante critica sull’attuale governo e in particolare sul vicepresidente del consiglioMatteo Salvini che, in occasione della Biennale di Venezia, si è trattenuto per circa venti minuti nel padiglione russo.
La presenza della Russia alla Biennale è stata infatti terreno di scontro politico: da un lato v’erano coloro che reputavano insensato censurare la cultura in generale, in quanto non corrisponda mai ai governi e alle loro azioni, dall’altro c’era chi, come Carlo Calenda e Riccardo Magi, considerano la presenza del padiglione russo un modo per sminuire le azioni di Putin in Ucraina e accettarne la propaganda in Europa.
In definitiva, le piazze del 9 maggio hanno testimoniato l’esistenza di un movimento che vede l’Europa come l’unico futuro possibile e che, seppur ancora minoritario (d’altronde, come afferma Calenda, anche quello che si batteva per l’unità d’Italia lo era), continua a crescere, specialmente fra i giovani.
Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche…