Home AttualitàIl Centro-destra tra alleanze, idee comuni e contraddizioni: qual è la situazione ad oggi? 

Il Centro-destra tra alleanze, idee comuni e contraddizioni: qual è la situazione ad oggi? 

di Alessandro Paglia
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Con l’approvazione alla Camera della nuova legge elettorale promossa dal Centro-destra, sembrano stringersi i tempi per le Opposizioni che, dalla sconfitta del referendum sulla giustizia, si dicono ottimiste in vista delle prossime elezioni politiche; nel mentre, nel fronte della maggioranza, almeno a parole, permane la stabilità e la fiducia reciproca tra i partiti. 

Per quanto riguarda lo Stabilicum o “Melonellum” la camera ha approvato con ben 217 voti favorevoli il testo di legge. Arrivato al Senato il 16 luglio, sta venendo analizzato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato prima di un’eventuale discussione a palazzo Madama. 

Cerchiamo dunque di analizzare i possibili schieramenti che potrebbero formarsi: schieramenti che, secondo lo Stabilicum, dovranno obbligatoriamente indicare un Leader. 

I partiti del Centro-destra

Centro-destra
I leader del Centro-destra: Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini (Fondazione Magna Carta)

L’attuale maggioranza è costituita principalmente dai parlamentari di Fratelli d’Italia, i quali dettano la linea politica del centrodestra; la Lega, che dalla scissione di Vannacci si proietta verso il minimo storico nei sondaggi; Forza Italia, che tenta di mandare avanti gli ideali di Berlusconi; e infine Noi Moderati e Unione di Centro. 

Per il partito di Giorgia Meloni, una delle principali difficoltà politiche è stata senza dubbio la sconfitta al referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo 2026, nel quale il No ha prevalso con il 53,74% dei voti. A questa si è aggiunta la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Andrea Delmastro, condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del caso Cospito, condanna poi confermata in appello il 20 maggio 2026. 

Delmastro, tuttavia, si era già dimesso il 24 marzo 2026 dalla carica di Sottosegretario alla Giustizia, assumendosi la responsabilità per quella che aveva definito una “leggerezza”. Le dimissioni non furono direttamente legate alla condanna per il caso Cospito, ma alla vicenda relativa ai suoi rapporti societari con Miriam Caroccia, figlia di un uomo ritenuto vicino al clan Senese. La vicenda ha continuato ad avere sviluppi anche nei mesi successivi: a luglio 2026 la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha negato ai magistrati l’autorizzazione ad acquisire alcune chat di Delmastro, provocando un acceso scontro politico tra maggioranza e opposizioni. 

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Per quanto riguarda la Lega il quadro è molto più drammatico: da inizio anno il partito di Salvini ha perso, secondo YouTrend, all’incirca 3-4 punti percentuali nei sondaggi, principalmente a causa del nuovo partito del generale Vannacci, Futuro Nazionale. 

Forza Italia in tutto questo potrebbe cambiare internamente: il dibattito sul possibile maggiore coinvolgimento politico di Marina Berlusconi potrebbe alimentare un’evoluzione del profilo del partito verso posizioni maggiormente centriste e liberali. D’altronde, Calenda ha espresso più volte un’opinione positiva verso la figlia del Cavaliere.

Noi Moderati invece rimane sulla soglia dell’1%, nonostante alle ultime elezioni amministrative abbia superato le aspettative e ampliato notevolmente il suo elettorato. 

Esterno alla coalizione e appartenente alla “destra pura”, come dichiarato dal suo fondatore, troviamo Futuro Nazionale. Questo nuovo partito fa parte del “fenomeno Vannacci” che nasce ad agosto 2023, dopo la pubblicazione del libro Mondo al contrario. Alimentato sia dai sostenitori che dalle critiche, Roberto Vannacci viene eletto al Parlamento Europeo tra le fila della Lega con 533.000 preferenze. Dopo un anno e mezzo di lavoro per la Lega, il 7 febbraio 2026 nasce Futuro Nazionale, che ad oggi vanta 8 deputati nel gruppo misto alla Camera. 

Roberto Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale (Ansa)

L’ultimo terremoto della maggioranza (e forse più importante) è accaduto martedì 14 Luglio a Palazzo Montecitorio, dove la camera ha bocciato per un solo voto l’emendamento di FDI e Noi Moderati per le preferenze alle elezioni politiche. La maggioranza cade dopo una votazione segreta in cui si stimano dai 30 ai 40 franchi tiratori, presumibilmente tra i deputati della Lega e principalmente Forza Italia. 

Nonostante questi scossoni, il governo proclama stabilità e continua il suo lavoro e dall’inizio dell’anno ricordiamo alcuni provvedimenti come il Decreto Primo Maggio sul salario giusto (apprezzato da CISL e UIL), il Piano Casa, il DDL Sicurezza “anti-maranza”, la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota IRPEF relativa al secondo scaglione di reddito e l’aumento del bonus mamme. 

Per il futuro è difficile fare previsioni: la “squadra” potrebbe essere la stessa, oppure allargarsi per far subentrare Futuro Nazionale, con il rischio (se non certezza) di rinunciare all’area liberale e moderata di Forza Italia e dei moderati.

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