Anzitutto facciamo un quadro: Adriano Cappellari è un cronista ventenne di Enego, in provincia di Vicenza. Collaboratore de “L’Altopiano“, racconta da tempo l’attività di don Maurizio Patriciello e questioni legate alla mafia a Caivano. Il ragazzo ha subìto a fine maggio un attentato incendiario contro casa sua e ha ricevuto il supporto di diverse autorità politiche tra cui il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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La pista mafiosa era la più ovvia ma a fine luglio la Procura di Vicenza lo indaga per incendio, calunnia e simulazione di reato: si sospetta che si sia fatto l’attentato da solo, per fama o chissà quale altra ragione.
Colpevole o innocente? Un paese serio risponderebbe senza esitazione “innocente“: la presunzione d’innocenza non è solo un principio da tenere sulla carta ma un modo di intendere e vivere la giustizia.
Nonostante questo, i profili social di Cappellari si sono riempiti di insulti mentre alcuni giornali, soprattutto quelli che si raccontano come il faro del garantismo, lo hanno dato già per colpevole, senza nemmeno degnarsi di scrivere “indagato”. Insomma, il circo del giustizialismo e dell’inquisizione non risparmia nemmeno un ventenne.
E’ un piccolo avvenimento, ma la brutalità con cui pure un ragazzo è stato messo al centro di una gogna nazionale mi ha spinto a scrivere di getto queste poche righe per esprimergli vicinanza e ricordare, un po’ sparando sulla Luna, che come tutti merita di essere considerato innocente per l’intera durata delle indagini e dell’eventuale processo.
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La politicizzazione di Cappellari
Ancora più becera è stata la politicizzazione dell’indagato: i giornali di destra ne evidenziano la collaborazione con Report di Sigfrido Ranucci e lo etichettano quindi “di sinistra” mentre la controparte sottolinea la vicinanza espressa da Meloni all’indomani dell’attentato e presunte vicinanze con ambienti politici di destra.
In qualche ora il Web si è riempito di titoloni esagerati – e spesso inesatti – per accalappiare facilmente click, non curandosi affatto né della verità né del plotone d’esecuzione che hanno schierato contro un ventenne. E questo è semplicemente vergognoso.
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