Home PoliticaCalenda e l’arte di mandare ogni cosa a ramengo

Calenda e l’arte di mandare ogni cosa a ramengo

di Simone Nervi
0 commenti
calenda grieco

E’ abbastanza disarmante vedere un uomo, tra l’altro senatore, di 53 anni litigare come un qualsiasi rapperino di periferia.

I fatti sono i seguenti: in un’intervista con Ivan Grieco, viene vagheggiata l’ipotesi di un incontro fra Carlo Calenda e Michele Boldrin, probabilmente per discutere della possibile (anzi, necessaria) alleanza fra i partiti da loro rappresentati. Il simpaticone romano risponde mascherando un dito medio come un tentativo di togliere un pulviscolo dall’occhio e la situazione precipita.

Seguono infatti post e contro-post finché si arriva alla goccia che fa traboccare il vaso: “Azione non si alleerà con Ora!. Riteniamo Boldrin inaffidabile. Aggiungo che il linguaggio che usa va ben oltre un dito medio peraltro rivolto a Grieco. Quindi fatela finita con le lagne. Presentatevi alle elezioni e prendete dei voti.”, afferma il Senatore Calenda in un commento su Instagram.

Calenda commento
Il commento in questione (Foto: X)

Segue un altro suo tweet che segna la stangata definitiva. Afferma che “Boldrin passa la sua vita ad insultare il mondo” e che “Dopo aver tentato molte volte di instaurare collaborazioni siamo arrivati alla conclusione che la leadership di ORA è del tutto inaffidabile“.

Il partito in questione risponde pacatamente ricordando l’affinità di programmi e la necessità di superare contrasti personali: “Le polemiche passano. Le idee, se sono buone, restano. Noi preferiamo investire sulle seconde”.

calenda ora tweet
(Foto: X)

Ti sta piacendo questo articolo? Leggi anche…

Fenomeno Vannacci: gli italiani non imparano mai

Calenda, Boldrin e i soliti problemi

E’ noto che i due protagonisti hanno entrambi delle personalità a dir poco focose ma oltre ai loro modi, da far cadere le braccia, non è veramente possibile che alleanze o rotture politiche siano decise a colpi di tweet e di dissing sui social senza tener minimamente conto di tutta la comunità di iscritti e militanti. E’ impensabile che due forze politiche sostanzialmente uguali rimangano distanti per i caratteri dei propri fondatori e per il loro ego smisurato (e sicuramente sproporzionato ai voti che pigliano).

La questione, ahinoi, rimane sempre la stessa: non si possono avere due (o più) galli nello stesso pollaio e caso vuole che quello del centro politico italiano ne sia pieno fino all’orlo.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche…

Il Perù e i Fujimori

Hai dubbi?

Lascia una recensione.

Potrebbe piacerti anche

Lascia un commento