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Festival dell’Economia di Trento: il reportage dal 20 al 24 maggio

di Simone Nervi
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L’annuale Festival dell’Economia ha visto la città di Trento riempirsi di VIP ed eventi: sindaci, giornalisti, economisti e pure il premio Nobel per l’Economia Philippe Aghion. Una kermesse di primo piano documentata dettagliatamente giorno per giorno sui nostri social dagli inviati de LaDisgrazia.

Giorno 1: Sala, Gualtieri e Ianeselli

Il Festival si è aperto con vari interventi del sindaco di Milano Giuseppe Sala, quello di Roma Roberto Gualtieri e di Trento Franco Ianeselli.

Dure le parole di Gualtieri sul piano casa del Governo, che non darebbe ai comuni significative risorse aggiuntive, e severa anche la sua critica sul centralismo burocratico, che limiterebbe notevolmente l’autonomia finanziaria dei comuni.

Sala si è concentrato sul caro affitti, tema scottante per la sua città, bocciando il piano casa di Meloni e proponendo una forte regolamentazione sugli affitti brevi, senza però vietarli completamente.

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Giorno 2: Matteo Renzi e Massimo d’Alema

Il leader di Italia Viva, dopo un excursus sul suo passato politico post referendum 2016, ha commentato i recenti fatti sulla Global Sumud Flotilla rivolgendo un pesante commento nei confronti di Israele ed evidenziando il fatto che il male maggiore per per la causa israeliana sia proprio il suo stesso governo, Ben Gvir in primo luogo.

Ha continuato chiarendo le divergenze interne alla coalizione di centro sinistra sottolineando la necessità di avere una visione unitaria sull’Europa. Ha infatti sostenuto che nel mondo delle superpotenze è impensabile che non si continui un processo di integrazione europea.

Sulla guerra in Ucraina si è dimostrato invece agli antipodi rispetto ai suoi alleati pentastellati riaffermando sanzioni ed invio di armi ma apre ad un’iniziativa diplomatica europea.

Massimo d’Alema si è concentrato sulla necessità di riportare il diritto internazionale al centro della politica internazionale per scongiurare il ritorno di politiche di potenza e della legge del più forte.

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Giorno 3: Piantedosi e La Zanzara di Cruciani e Parenzo

Il Ministro dell’Intero Matteo Piantedosi ha ricordato i successi del Governo su immigrazione e rimpatri, soffermandosi sui costi esorbitanti dei migranti dell’accoglienza sfrenata.

Ha poi voluto chiarire i recenti fatti di Modena, confermando l’italianità di El Koudri. Sul motivo del suo gesto evidenzia il malessere psichico, che però è ancora sotto indagine.

Dalle 18:30 è cominciata invece la disgraziata trasmissione de “La Zanzara”, condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

I toni si sono subito fatti accesi. La telefonata dello spacciatore immigrato “Mimmo Blaze” che si trovava in un CPR in attesa di essere rimpatriato ha esaltato la folla: “Ciao Trento! Sono Mimmo Blaze! Sono rinchiuso con i miei ne*ri ancora nel CPR“.

Le due ore e mezza di trasmissione hanno visto sfilare sul palco i principali editorialisti del programma: dalla paladina del politicamente corretto Annarita Briganti al celebre influencer di bodybuilding Petar Duper, le cui teorie sul genere femminile non sono riportabili con sicurezza in questa sede. Purtroppo, non si sono visti altri VIP come Filippo Romeo, in arte Filippo Champagne.

In ogni caso, la trasmissione si è chiusa con un classico “E in quale città???“:

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Il Festival si è poi definitivamente chiuso con un l’intervento dei protagonisti di Pulp Podcast Fedez e Marra insieme, ancora, a Cruciani e Parenzo. Vari sono stati i temi toccati, come il ruolo dei podcast nella comunicazione politica e la strategia comunicativa, molto efficace, di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.

Sulle polemiche riguardo la mancata imparzialità del podcast, Fedez ha sottolineato come prima e dopo l’intervista a Giorgia Meloni fossero stati contattati i quadri dell’opposizione i quali si erano dimostrati però contrari al confronto con il Presidente del Consiglio e ad un’eventuale ospitata:

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