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Quale sarà il futuro del giornalismo?

di Stefano Chiappa
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Il giornalismo è una delle forme d’espressione e d’informazione più importanti della storia moderna; già nell’Antica Roma esistevano gli “acta diurna”, ossia le “decisioni del giorno”, che informavano il popolo sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.

A causa di un forte analfabetismo, nel medioevo nacquero i “giornali vocali”. Lo scopo era quello di far circolare le informazioni tramite i banditori, che erano incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti.

Giornalismo
La rotativa de La Gazzetta di Mantova, il giornale più antico del mondo ancora in pubblicazione (Fonte: Gazzetta di Mantova)

Con l’invenzione della stampa a metà del XV secolo nacquero i primi giornali, ma senza una periodicità precisa. Solo nel 1650 in Germania nacque il “Leipziger Zeitung”, il primo quotidiano al mondo. In Italia non tarda ad arrivare “La Gazzetta di Mantova”, nata nel 1664.

Con il passare del tempo, in ogni città e in ogni stato sono stati fondati dei propri giornali creando un ecosistema ricco di informazioni e di realtà che le riportano. Con l’avvento prima della televisione e poi di internet, la divulgazione e la fruizione delle notizie ha cambiato volto e modo, cercando di adattarsi alle nuove tecnologie.

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Il futuro del giornalismo

Arrivando ad oggi, da una parte troviamo le testate giornalistiche storiche che cercano di stare al passo con i tempi, dall’altra l’informazione attraverso contenuti multimediali sia orizzontali che verticali.

Basti pensare ai social network, che per la generazione Z hanno sostituito il classico telegiornale. Contenitori come YouTube, TikTok e Instagram ad oggi hanno un impatto enorme per la veicolazione di informazioni. D’altronde, ad ogni epoca attribuiamo il proprio modo di trasmissione, creando un filo conduttore della notizia.

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C’è però da dire che nel tempo l’uomo ha sperimentato molti modi di riportare le notizie, aldilà dei contenitori. Nel tempo sono nati giornali che dovrebbero essere imparziali nell’informare il lettore, ma che a volte si sbilanciano e tendono ad andare verso un pensiero più personale. Spesso questo coincide con il pensiero politico dell’autore, determinando nel tempo la posizione del giornale.

Un altro aspetto negativo sono le fake news: con la stabilizzazione del web esse si sono amplificate a dismisura e probabilmente con l’intelligenza artificiale si amplierà ancora di più questo fenomeno.

Intelligenza Artificiale, dunque, che pian piano sta sostituendo il ruolo del giornalista (volontariamente). Solo qualche tempo fa avevano fatto il giro del web degli articoli di giornale scritti totalmente da ChatGpt, con tanto di conclusione tipica di un contenuto creato con essa. La paura più grande non risiede nel creare articoli attraverso l’IA, ma crearli senza avere l’impronta umana.

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È anche vero, però, che se dovessimo solo contare sulle informazioni divulgate dai telegiornali, non avremmo approfondimenti riguardo ad argomenti delicati ed importanti, forse scomodi da trattare in un ambiente ritenuto quasi “istituzionale”.

Il consiglio, dunque, è quello di informarsi tramite più contenitori, senza fermarsi alla prima notizia.

“Non sei informato se non ti leggi il giornale

E, se lo leggi, sei informato male”

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