Ecco, forse, la proposta più controversa di questo inizio 2026 nel panorama politico italiano: la Remigrazione.
Una proposta radicale, di cui parleremo in seguito più nel dettaglio, che ha raggiunto in un paio di giorni, tra il 30 e il 31 gennaio scorso, le 50.000 firme necessarie per poter essere presentata sotto forma di legge di iniziativa popolare in Parlamento.
Quorum non solo raggiunto, ma ormai ampiamente superato: al momento della pubblicazione di questo articolo siamo a quota 117.000 firme digitali sul portale del Ministero della Giustizia e chissà quante altre stanno venendo raccolte, proprio in questi giorni, in gazebo schierati da Nord a Sud.
Un successo strepitoso, su questo c’è poco da dire; che un progetto nato in ambienti controversi e così intrinsecamente radicale ottenesse una tale adesione popolare non era forse così scontato.
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Parole d’ordine: Remigrazione e Riconquista
Ma in cosa consiste, dunque, questo progetto? E qual è la sua genesi politica?
Innanzitutto, è fondamentale parlare di quali soggetti politici hanno portato in Italia questa proposta, che di recente ha avuto un grande incremento di popolarità soprattutto in Germania, dove è stata esplicitamente adottata nel proprio programma da AfD, il pericolosissimo e fascistissimo partito tedesco ormai bestia nera dell’intellighenzia europea.
Anche se, a onor del vero, un qualcosa di simile all’attuale concetto di Remigrazione può essere già rintracciato nei vari movimenti identitari, soprattutto francesi, sorti nel corso degli anni ‘80 del secolo scorso.
Torniamo all’Italia, dunque; risalire ai soggetti fondatori del Comitato Remigrazione e Riconquista è piuttosto facile, in quanto è sufficiente effettuare una breve ricerca sul sito pubblico del comitato stesso.
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Casapound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani. Diciamo che non dovrebbero sorgere dubbi sulla matrice del disegno di legge sulla Remigrazione. A dirla tutta, poi, non va dimenticato il sostegno al progetto del Generalissimo Vannacci, che fresco di secessione dalla Lega pare pronto a lanciarsi in una campagna volta a superare “a destra” l’attuale esecutivo.

Remigrazione, quindi. Un progetto affascinante, questo va detto.
“Le migrazioni massive, da qualsiasi punto di vista, sono un fenomeno disastroso e deleterio per le nazioni e i popoli. Per gli Stati di destinazione, l’immigrazione massiva genera problemi sociali, culturali ed economici e compromette la sovranità e l’identità nazionale. Per gli Stati di origine, l’emigrazione massiva impoverisce il patrimonio umano e culturale.”
Questa, testuali parole, è parte dell’introduzione alla proposta di legge fornita sul sito del Comitato. Curiosamente, queste parole non compaiono nella descrizione della raccolta firme sul sito ministeriale.
Potremmo dilungarci nell’analizzare punto per punto il documento programmatico proposto, ma ciò che è fondamentale sapere è contenuto già nel nome stesso del progetto: Remigrazione. Rimandiamoli tutti a casa loro. Più o meno. Magari prima chi commette un reato, magari qualcuno se ne può andare da solo in cambio di una mancia. Questo, d’altronde, è a ragione il pensiero diffuso quando si accenna al tema Remigrazione.
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Un progetto così radicale, d’altronde, non poteva non suscitare una fiera opposizione. E così, il giorno del lancio della raccolta firme, un gruppetto di rappresentanti dei partiti di opposizione ha ben pensato di impedire fisicamente l’ingresso in aula dei promotori del Comitato.
Un gesto che conferma un modus operandi tipico degli autoproclamatisi “antifascisti”, che però, ormai, hanno preso gusto nel fare proprio ciò che è tipico di un regime totalitario: estromettere dal dibattito pubblico, se necessario con la forza, chiunque non la pensi come loro.
Saranno pure pericolosi fascisti, per carità. Eppure hanno esposto e presentato il loro progetto democraticamente, attraverso la regolare procedura prevista dalle norme. Chissà perché nei loro cortei non succede mai nulla: a quanto pare gli “infiltrati” riescono ad agire solo nei cortei dei centri sociali, chissà per quale strana circostanza.
Un progetto che non piace a molti, dunque. Non piace sicuramente agli antifascisti militanti, che evidentemente vedono nella Remigrazione… bah, ormai ho da tempo smesso di provare a capire come questa gente riesca a trovare fascismo ovunque, pure nelle statue.
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Un progetto che non piace sicuramente a molti intellettualoni, i quali probabilmente inizierebbero a spiegarci come il fatto che interi quartieri di città europee siano ormai exclavi di paesi del Sud globale non sia assolutamente un problema.
Anzi, probabilmente aggiungerebbero che bisognerebbe pensare ai miliardari, loro sì, i veri affamatori della classe media. Peccato che, per esperienza personale da pendolare, vi assicuro che non ho mai visto un miliardario aggirarsi con fare sospetto nei sottopassaggi di una stazione ferroviaria.
È semplicemente una proposta irrealizzabile? Molto probabile. D’altronde, le leggi di iniziativa popolare non hanno statisticamente una grande fortuna; è innegabile, però, il fatto che questa proposta sia essenzialmente una risposta estrema all’estremo fallimento della classe politica italiana (ed europea) nell’affrontare con fermezza gli insostenibili flussi migratori verso il nostro continente.
Chissà cosa ci riserverà il futuro. In ogni caso, è davvero il caso di riflettere: può la Remigrazione davvero essere l’unica soluzione al flusso migratorio insostenibile che sta distruggendo la società europea?
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