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Calenda nel centro destra? Si prepari a scomparire

di Simone Nervi
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Calenda, Tajani e Moratti entrano in un bar: sembra l’inizio di una barzelletta e in effetti potrebbe proprio diventarla. In occasione dei trentadue anni dalla discesa in campo del Cavaliere si è tenuta una grande festa al teatro Manzoni di Milano, che ha visto anche la partecipazione e l’intervento del segretario di Azione.

Insieme agli apostoli di Berlusconi (a proposito, qualcuno dovrebbe avvertirli della sua dipartita), Calenda si è detto “felicissimo se c’è spazio per lavorare insieme” , per poi dettare legge in casa d’altri sottolineando l’esistenza di “paletti chiari“: niente Lega o quinte colonne russe; il che, tradotto dal politichese, significa: intanto che non sono proprio disperato faccio richieste, ma se chiudere un occhio su Salvini diventasse necessario per la rielezione, allora così sia.

Possibili alleati di Calenda
Il centro destra italiano (Foto: La Stampa)

I crucci di Calenda

Per Carlo potrebbe però diventare un bel problema questa clamorosa virata a destra, non solo per questioni di coerenza, ma soprattutto perché verrebbe abbandonato sia dall’elettorato, per larga parte di centro sinistra, sia da praticamente tutti i quadri del partito, la cui maggioranza proviene dalle file del PD.

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L’Europa chiama, Meloni non risponde

A destra si vocifera che nel ’27 Meloni potrebbe scaricare la Lega dal governo per imbarcare Calenda, cosa assurda dato che, oltre a risultare un suicidio politico per quest’ultimo, non torna nemmeno parlando di percentuali nella più basilare matematica politica: barattare un 9% per un 3 e mezzo, che diventerà un uno virgola per le ragioni di prima, non sembra proprio una mossa scaltra per la premier. Senza contare che il racconto di Azione come “partito liberale” è stato nel giro di pochi mesi soppiantato completamente da quello di Forza Italia: non possono esserci due galli nel pollaio, e tra i due è proprio il partito del Cavaliere ad attirare maggiormente l’elettorato moderato.

Staremo a vedere quale sarà il risultato di questi magheggi. Tajani dice: “se son rose fioriranno”; io mi chiedo “e se invece fossero cachi?“.

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