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Caso Cappellari: la confessione

di Simone Nervi
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Il 7 agosto, il giovane cronista Adriano Cappellari (di cui si è parlato in questo articolo), accusato di aversi fatto un’attentato incendiario da solo, pubblica una lettera dove confessa la sua colpevolezza.

Gli inquirenti avevano già scoperto che si era comprato online il materiale necessario e in questa settimana il cronista era stato interrogato più volte.

Cappellari attentato
La foto dell’attentato (Foto: slytg24)

Questa è la lettera integrale:

“Buongiorno a tutti. Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa.

Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia.

Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare.

Non cerco giustificazioni. Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole.

Posso solo dire che, durante un periodo segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale. Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone.

Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità.

Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l’Autorità Giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni.

Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così.

Vorrei anche trasformare questo errore in un’occasione per fare qualcosa di utile. Per questo ho espresso la mia disponibilità a mettermi al servizio di don Patriciello e delle iniziative che vorrà indicarmi, nella speranza di poter dare un piccolo contributo concreto a favore della legalità e di chi vive situazioni difficili.

So bene che questo non cancellerà quanto è accaduto, ma desidero che il mio impegno possa rappresentare un primo passo per cercare di riparare, almeno in parte, al danno che ho causato.So che sarà difficile recuperare la fiducia delle persone. Forse per qualcuno non sarà mai possibile. Non pretendo comprensione né indulgenza. Posso soltanto chiedere scusa e impegnarmi affinché i miei comportamenti futuri dimostrino di aver compreso fino in fondo la gravità di quanto ho fatto.

A tutti coloro che ho deluso, ferito o messo in difficoltà rivolgo ancora una volta le mie più sincere scuse.

Spero che il tempo, il rispetto delle regole e il mio impegno possano consentirmi, un giorno, di ricostruire la mia vita e di riconquistare almeno una parte della fiducia che oggi ho perduto.”

  • Adriano Cappellari

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In un articolo datato 31 luglio difendevamo la presunta innocenza del cronista e denunciavamo la spaventosa gogna alla quale è stato (ed è ancora) sottoposto.

Ora che è colpevole per sua stessa ammissione cambia qualcosa per noi? La risposta è no.

La presunzione d’innocenza vale fino a prova contraria, che è giunta ieri. Fino al 7 agosto era dunque da considerare innocente. Adesso, ovviamente, non più.

La sua colpevolezza comunque non giustifica il plotone d’esecuzione che gli si è schierato contro. Sicuramente si è macchiato di reati gravi, tra cui incendio, calunnia e procurato allarme, ma non è un criminale incallito e nemmeno un assassino.

Adriano Cappellari ha fatto una madornale sciocchezza che dovrà pagare secondo la legge ma noi, almeno questa volta, potremmo evitare di rivolgere insulti e di scagliarci come aguzzini nei confronti di un ragazzo di vent’anni.

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