Per capire la storia di Fratelli d’Italia bisogna partire da molto prima della nascita del partito. Le sue radici affondano nella storia della destra italiana del dopoguerra e, in particolare, nel Movimento Sociale Italiano (MSI), nato nel 1946 e rimasto per decenni ai margini dell’area di governo.
Un nuovo corso
Con la fine della Guerra Fredda, il crollo del Muro di Berlino e la crisi della Prima Repubblica provocata da Tangentopoli, anche la destra italiana inizia un percorso di trasformazione. Il passaggio decisivo arriva nel 1995 con la Svolta di Fiuggi, guidata da Gianfranco Fini, che porta alla trasformazione del MSI in Alleanza Nazionale. La nuova forza politica supera gli ideali post-fascisti e si presenta come un moderno partito di destra conservatrice, patriottica e, inizialmente, euroscettica, riuscendo progressivamente a entrare nell’area di governo e a conformarsi in una situazione europeista.

Nel 2001, dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche, Fini diventa vicepresidente del Consiglio e AN assume un ruolo sempre più importante all’interno della maggioranza. In questi anni il partito cerca anche di rafforzare la propria immagine di destra moderna, democratica e pienamente inserita nel sistema politico italiano.
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L’esperienza con Berlusconi e la nascita di Fratelli d’Italia
Nel 2008, però, Alleanza Nazionale decide di confluire nel nuovo Popolo della Libertà insieme a Forza Italia, mettendo fine alla propria esperienza autonoma. Questa scelta segna una nuova fase per la destra italiana ma anche tensioni e divisioni.
L’esperienza con Berlusconi, infatti, non dura a lungo e nel 2012 Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto lasciano il PdL per fondare “Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale“. Il nuovo partito nasce con l’obiettivo di mantenere viva la tradizione della destra italiana ma con una nuova e più moderna identità politica.

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Un inizio travagliato
I primi anni non sono affatto semplici. Alle elezioni politiche del 2013 Fratelli d’Italia entra in Parlamento ma rimane una forza di dimensioni ridotte rispetto agli altri partiti del centrodestra. Un passaggio meno conosciuto avviene nel 2014, quando FdI organizza le sue prime primarie, aperte anche ai non iscritti. Circa 250 mila persone partecipano alla consultazione e, poche settimane dopo, al congresso di Fiuggi, Giorgia Meloni viene eletta presidente del partito. È un momento importante per consolidare la sua leadership e definire l’identità della nuova formazione.
Nel 2014 il partito assume il nome di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, recuperando il riferimento alla tradizione politica dell’AN. FdI cerca così di diventare il punto di riferimento di quella parte della destra che non si riconosce più nel centrodestra liberale berlusconiano. Anche la manifestazione di Atreju, nata nel ’97 all’interno del movimento giovanile di Alleanza Nazionale, diventa negli anni uno degli appuntamenti più importanti per il partito. Nel 2017, durante il congresso nazionale di Trieste, torna definitivamente la denominazione Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni viene riconfermata alla guida.

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La lenta salita di Fratelli d’Italia e la vittoria del 2022
La crescita elettorale avviene però lentamente. Alle elezioni politiche del 2018 Fratelli d’Italia supera il 4% mentre alle europee del 2019 raggiunge circa il 6,5%. Nello stesso periodo il partito aderisce alla famiglia dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), rafforzando la propria collocazione nell’area conservatrice europea.
La vera svolta arriva nel 2021 con il governo tecnico guidato da Mario Draghi. Fratelli d’Italia è l’unico grande partito del Parlamento a rimanere all’opposizione mentre Lega e Forza Italia sostengono il nuovo esecutivo. Questa scelta permette a Giorgia Meloni di distinguersi dagli altri partiti del centrodestra e di costruire un’immagine di opposizione coerente. Nel frattempo il consenso di FdI cresce rapidamente fino a trasformare il partito da forza minoritaria a principale candidato alla guida del centrodestra.

Alle elezioni politiche del 2022 arriva la vittoria. Fratelli d’Italia diventa il primo partito italiano con circa il 26% dei voti e, grazie al risultato complessivo della coalizione di centrodestra, ottiene la maggioranza in Parlamento. Giorgia Meloni diventa Presidente del Consiglio, la prima donna nella storia italiana a ricoprire l’incarico. È il punto più alto di una crescita
iniziata dieci anni prima, quando Fratelli d’Italia era ancora un piccolo partito appena nato.
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Fratelli d’Italia a Palazzo Chigi
Da allora il governo Meloni porta al centro della propria azione politica temi come immigrazione, sicurezza, famiglia, politiche economiche e difesa degli interessi nazionali. Sul piano internazionale e della politica estera cerca di rafforzare il ruolo dell’Italia e di mantenere una posizione atlantista ed europea, mentre sul piano interno porta avanti una linea più conservatrice su diversi temi sociali. Alle elezioni europee del 2024 Fratelli d’Italia raggiunge quasi il 29% dei consensi, confermandosi la principale forza politica italiana.

Come ogni grande partito, anche Fratelli d’Italia è al centro di critiche e discussioni. I suoi oppositori contestano soprattutto le posizioni considerate troppo conservatrici su immigrazione e diritti civili e accusano il partito di avere un approccio divisivo su alcuni temi. I suoi sostenitori, invece, ne sottolineano la coerenza politica, la capacità di rappresentare una parte dell’elettorato di destra e il forte ruolo di leadership esercitato da Giorgia Meloni.
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