L’Europa e il nuovo accordo
Finalmente sembra che l’Europa si stia svegliando! Si è reso però necessario il ritorno di un despota ai limiti della follia come Trump per far capire ai funzionari di Bruxelles che è l’ora di iniziare a essere più indipendenti commercialmente ed economicamente dagli USA che, da un anno, sono governati da un megalomane narcisista, arrogante e totalmente indifferente ai bisogni della società; incredibilmente chiamato a governare da milioni di elettori di ogni ceto sociale, ama spaventare ogni giorno il mondo intero con i suoi proclami per poi constatarne gli effetti consultando i quotidiani.
Adottando questa tecnica, però, Trump è riuscito in un’impresa ritenuta dai più quasi impossibile: dopo aver annunciato di voler invadere o comunque acquisire la Groenlandia, è riuscito a ricevere una reazione unitaria dinamica da parte di quasi tutti i 27 componenti dell’Unione Europea e, grazie alla sua politica economica improntata su dazi e isolazionismo, ha fatto finalmente capire al vecchio continente quanto sia importante trovare nuovi partner commerciali e smetterla di intrattenere relazioni solo e unicamente con gli Stati Uniti.
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Proprio in questo contesto si inquadra lo storico trattato firmato il 27 gennaio fra India e Unione Europea per mano dei rispettivi rappresentanti, il primo ministro indiano Modi e la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen: esso si concretizza dopo estenuanti negoziati che si sono susseguiti in più momenti nel corso degli ultimi 20 anni e che, solo nei mesi scorsi, probabilmente anche grazie al comportamento del POTUS, hanno subìto una grande ripresa e un’incredibile velocizzazione nel processo di convalida.
Cosa prevede l’accordo

Come dichiarato anche da Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo, questa intesa evidenzia un momento storico fondamentale e apre un nuovo capitolo delle relazioni su commercio, sicurezza e innovazione; inoltre, ha aggiunto Narendra Modi, tale cooperazione espanderà i progetti di sviluppo trilaterali dall’indo-Pacifico ai Caraibi, aiuterà e sosterrà l’agricoltura sostenibile, l’incremento dell’utilizzo di energia pulita e supporterà l’emancipazione femminile. Saranno dunque interessati 1,4 miliardi di consumatori e il 25% del pil globale.
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Nel concreto, cosa accadrà? Principalmente, il trattato permetterà di abbattere le barriere commerciali nei traffici tra fra i due colossi, eliminare 4 miliardi di euro di dazi all’anno sull’export europeo. Verranno infatti diminuite le barriere doganali nel settore dell’automotive in cui le tariffe passeranno dal 110% attuale al 40% per poi scendere gradualmente fino al 10% in 5 anni, è stata inoltre stabilita una quota massima di veicoli che potranno essere venduti sul mercato indiano, pari circa alle 250 mila unità all’anno.
Ci si aspetta anche che l’export dell’Unione verso l’India raddoppi entro il 2032, con grossi vantaggi anche per diversi prodotti dell’agroalimentare: i dazi sul vino per esempio passeranno dal 150% al 70% per poi scendere al 20%; anche sull’olio e prodotti trasformati come biscotti e formaggi i dazi scenderanno fino a scomparire. Secondo Confagricoltura questa riduzione di dazi favorirà molto le imprese dell’agroalimentare europeo, specialmente quelle che si occupano di vino, olio d’oliva e succhi di frutta.

D’altro canto, l’intesa stimolerà la cooperazione in molti altri settori, per esempio quello della difesa che permetterà il realizzarsi di esercitazioni navali congiunte per contrastare la pirateria favorendo, come dichiarato da Von Der Leyen, una sicurezza condivisa più forte. Anche riguardo le infrastrutture ci saranno novità, con la realizzazione di oltre 100 iniziative su sostenibilità, energia pulita, innovazione, mobilità qualificata e tecnologia. Proprio su questo ultimo punto verranno creati degli innovation hub che serviranno per promuovere la creazione di start up basate su tecnologie di prossima generazione. Legato a ciò, verrà semplificato il sistema della circolazione di studenti, ricercatori e lavoratori stagionali altamente qualificati.
Tutto questo dunque segna realmente uno storico cambiamento nell’atteggiamento europeo che sta perciò puntando a rafforzare i rapporti con partner fidati, attraverso la diversificazione e la cooperazione. Questi due giganti dell’economia e della geopolitica stanno facendo vedere che un’alternativa a questo ordine mondiale sempre più diviso e isolazionista esiste e che per poterla realizzare ci si deve basare sulla cooperazione, evitando gli scontri.