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La manovra dei “Migliori”

di Emanuele Penati
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In questi ultimi mesi, uno degli argomenti più discussi è stata la mirabolante legge di bilancio 2026, la manovra fiscale che sta percorrendo un iter paragonabile a un girone infernale dantesco in cui i vari Salvini, Giorgetti e Tajani cercano di sbranarsi a vicenda fino all’arrivo della domatrice, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l’unica, ad oggi, in grado di rabbonirli; perché non sia mai che da fuori si possano intravedere crepe nella coalizione dei “Migliori”.

Manovra Giorgetti
Ministro del MEF Giancarlo Giorgetti (Foto: La Repubblica)

A tal proposito, il 15 dicembre, giorno in cui si sarebbe dovuta finalmente tenere la votazione per la manovra, questa è slittata nuovamente: probabilmente Salvini, all’ultimo, si sarà ripreso dopo una delle sue partecipazioni alla sagra del carciofo e avrà deciso che avrebbe dovuto cercare di abbaiare un po’ per convincersi di avere più voce in capitolo di quanta ne abbia in realtà. Fortunatamente, aggiungerei.

Al netto di ciò, vediamo quali idee il governo ha avuto per questa legge di bilancio.

Partirei dall’emendamento più comico di questa manovra, fortemente voluto da Giorgetti e in generale da FDI, in cui è stato deciso che fosse importantissimo ribadire un’ovvietà, ossia che l’oro italiano è del popolo italiano e non di BankItalia. Peccato che ciò sia sempre stato così e che quindi questo emendamento ha un puro significato simbolico che non porterà a nessun cambiamento concreto; dopotutto, non credo che alla maggioranza degli italiani interessi particolarmente mettere per iscritto da qualche parte che l’oro degli italiani è del popolo.

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Oltre a questo, in questa manovra abbiamo constatato, per esempio, la presenza di un documento in cui si afferma la volontà di ridurre l’IRPEF per il ceto medio: nella manovra ci sarà, infatti, una riduzione dal 35% al 33% per i redditi da 28mila e 50mila euro; un beneficio è piuttosto esiguo, soprattutto per i redditi più bassi. Inoltre, secondo diversi osservatori tra cui l’Istat, l’85% delle risorse che scaturiranno dal taglio dell’IRPEF saranno destinate a chi occupa le fasce più alte di reddito.

Anche Bankitalia ha fatto notare che questa manovra fa poco per colmare le disuguaglianze dei redditi delle famiglie e che quindi “favorisce i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione, con una variazione percentualmente modesta del reddito disponibile.” Volendo scendere nello specifico, secondo le stime effettuate dall’UPB nell’ambito dei lavoratori dipendenti, il beneficio medio sarà di 408 euro per i dirigenti e di 23 euro per gli operai!

Nelle ultime ore abbiamo avuto conferma che le risorse destinate alla costruzione del ponte sullo Stretto sono state riprogrammate a data da destinarsi; in una nota del MIT è stato però chiarito che il governo ha comunque garantito la copertura finanziaria per l’opera anche se, a causa dell’intervento della Corte dei Conti e degli ulteriori approfondimenti che sono stati richiesti, i lavori partiranno con qualche mese di ritardo; quindi, come ha confermato anche il Ministero delle infrastrutture, si tratta di un dovuto adeguamento e allineamento temporale della copertura finanziaria.

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Sempre se questo ponte vedrà mai la luce: ormai ci stiamo avvicinando alle prossime elezioni e, a quanto pare, se l’opposizione dovesse vincere, non porterebbero mai a termine questo progetto! Staremo quindi a vedere che fine farà questo ormai mitologico ponte.

Anche sul capitolo pensioni abbiamo degli aggiornamenti, con l’età pensionabile che pare debba subire un ulteriore aumento di 3 mesi, come se già non andassimo in pensione sufficientemente tardi. Questo aumento indovinate chi penalizzerà? Ovviamente chi ha redditi più bassi e soprattutto chi ha una retribuzione inferiore al minimale contributivo e quindi per quei lavoratori che sono legati da contratti pessimi a cui servirà lavorare fino a 5 mesi in più per poter andare in pensione.

Manovra salvini tajani
Salvini e Tajani (Foto: HuffPost)

Ad oggi, comunque , il dato più rilevante è che il 16 dicembre non si è realizzata la votazione della manovra e questo fa capire che, a differenza di quanto soprattutto la premier Meloni ci voglia far credere, all’interno della coalizione di governo ci sono numerosi dissidi molto rilevanti tali da non permettere di giungere ad un accordo. Basti pensare, ad esempio, allo scontro tra Forza Italia e Lega circa le tasse sugli extraprofitti delle banche: alla fine, sono riusciti a trovare una soluzione di compromesso, ma solo al termine di numerosi battibecchi soprattutto tra Tajani e Salvini.

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Un bilancio della manovra

La manovra di quest’anno, complessivamente, non porterà grandi cambiamenti in quanto avrà un impatto limitato, di circa 18-19 miliardi. Questo per cercare di rispettare i vincoli europei e di portare il deficit sotto il 3% del PIL. Considerando questo obiettivo del governo, è ovvio che non ci saranno grosse novità, ma comunque rimane il fatto che questo governo sta continuando a dimostrare come i grandi tagli alle tasse e i tanto decantati aiuti alle famiglie più in difficoltà siano solamente delle finte promesse usate per accaparrarsi voti.

Al netto di ciò, dovremo aspettare ancora qualche giorno per vedere la manovra completata e approvata. Vedremo, nel corso del tempo, in che modo la nostra economia ne risentirà.

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Che faremo adesso? Beh, potreste andare a lavorare 

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