Home MusicaC’era una volta la trap in Italia: 10 anni dal 2016

C’era una volta la trap in Italia: 10 anni dal 2016

di Stefano Chiappa
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Sono passati 10 anni dal 2016, un anno importante per il mondo: l’elezione di Trump, i due attentati a Bruxelles e Nizza, il terremoto in centro Italia e le olimpiadi di Rio sono solo alcuni degli eventi che hanno segnato quell’anno.

Tra questi eventi non possiamo non citare l’esplosione della trap in Italia. Un nuovo suono, un nuovo immaginario e un nuovo modo di fare musica che ha stravolto completamente un paese intero, in positivo e in negativo.

Ma quali sono stati i protagonisti di questa wave trap?

La cucciolata del 2016 ha visto la nascita del fenomeno di rapper come Sfera Ebbasta, Rkomi, Izi, Dark Polo Gang, Ghali e Tedua, giusto per citarne alcuni.

Andando più in profondità, analizziamo il percorso dei vari artisti. 

Sfera Ebbasta nel 2016 ha rilasciato il suo disco omonimo, ricevendo un successo nazionale e non solo, che dopo dieci anni e 5 progetti lo portò a esibirsi per la seconda volta a San Siro. Nel tempo è diventato un’icona di intere generazioni, collaborando con artisti internazionali e spostandosi verso un suono più universale, più pop.

trap
Sfera Ebbasta (Fonte: Wikipedia)

Rkomi ha iniziato la sua carriera con “Dasein Sollein” proprio nell’anno magico della trap, da cui è partito verso un’evoluzione che lo ha portato due volte a Sanremo e a diventare un cantautore di successo, mischiando più influenze e mantenendo una scrittura rap. Ha riscosso un successo importante con “TAXI DRIVER”.

Izi è forse uno dei più grandi “what if” della scena rap. Nel 2016 ha rilasciato il suo primo disco dal titolo “Fenice”, per poi pubblicare solo 3 progetti, fermandosi nel 2020 con l’ultimo disco “RIOT”. L’assenza dalla scena si fa sentire parecchio e non bastano qualche feat qua e là per colmarla.

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La Dark Polo Gang nel 2016 ha pubblicato la trilogia “Succo di zenzero”, “Crack Musica” e “The dark album”, raggiungendo un picco creativo e di successo importante. Hanno poi pubblicato 4 dischi, concludendo la propria attività di gruppo nel 2020. I 5 membri hanno poi pubblicato i propri progetti solisti; il membro che ha riscosso più successo è Tony Effe, con  due dischi che hanno macinato milioni di streaming.

Ghali nel 2016 ha pubblicato i singoli di successo “Dende”, “Wily Wily” e “Ninna Nanna”, facendosi notare da tutta Italia. Singoli che lo portarono alla pubblicazione del primo disco ufficiale nel 2017. Dopo questo progetto, la sua carriera è stata in ascesa continua, tra Sanremo, singoli in radio e un importante impegno sociale.

Tedua ha messo il primo mattone importante per la sua carriera, pubblicando “Orange County Mixtape”, un progetto che gli ha permesso di farsi conoscere alla nazione. Nel tempo ha pubblicato 5 progetti e numerosi featuring, portando uno stile più cantautorale ed emotivo.

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Questi sono stati i protagonisti di quell’anno e nel tempo hanno seguito percorsi differenti, tracciando nuovi suoni e nuovi modi di rappare, anche grazie a un uso importante dell’autotune. 

Dall’essere criticati a diventare icone di generazioni: una parabola che ci dimostra quanto la nostalgia possa influenzare un giudizio, sia in modo negativo che positivo.

Ciò che rimane della generazione del 2016 sono le hit, le vibes immacolate e ricordi di una scena unita che ormai non vediamo più. Questa generazione ha aiutato anche a rendere il rap un business, portando a un livello superiore anche il livello dei video e dei live, oltre che della produttività in studio. Un periodo, dunque, che nonostante la sua ambiguità ha inciso positivamente sull’intera scena musicale italiana.

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