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La cultura hip hop può arrivare a Sanremo?

di Stefano Chiappa
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Dal 24 al 28 febbraio 2026 si terrà la settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo; andando subito dritti al punto, ciò che ha colpito maggiormente sono state le reazioni del pubblico al cast.

Teatro dell’Ariston a Sanremo (Foto: Fanpage)

Girando tra le varie pagine Instagram che parlano di rap ci si accorge che i fan del genere sono spaccati in due: da una parte ci sono i “questo chi è’” e i “sono deluso quest’anno”, dall’altra chi è contento del fatto che il genere verrà rappresentato da artisti come Luchè, Sayf, Nayt, J-Ax e Tredici Pietro, rivendicando una specie di vittoria già in partenza per il rap.

Guardando però al passato, sono pochi i rapper che hanno effettivamente portato dei brani di questa
natura a Sanremo, puntando più sulla viralità e facilità della canzone che a rappresentare il genere da
cui provengono.

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Le critiche sono giustificate?

Sì ma solo in parte, poichè sono frutto delle aspettative ormai radicate nel pubblico.
Il modus operandi del Festival di Sanremo ormai è noto a tutti, e non fa sconti nemmeno a chi produce musica più alternativa e particolare, come ad esempio i rapper.

Ciò che un fan dovrebbe fare, piuttosto di criticare e sentirsi tradito dal proprio artista preferito, è guardare Sanremo come una semplice tappa di un percorso, che arriva dopo anni di ascesa lenta e consapevole e che costruisce un legame diretto fra pubblico ed cantante.

Per fare un paragone, negli Stati Uniti si tengono ogni anno i Grammy: nati negli anni ‘60, questi premi danno una panoramica generale del mainstream, con categorie dedicate. Il rap è stato inserito anche in questo contesto, con varie categorie dedicate: Best rap performance, Best melodic rap performance, Best rap song, Best rap album.

La differenza è che in USA il rap è ampiamente accettato ed inserito in molti contesti, come appunto i Grammy, mentre nel nostro Paese ancora oggi è molto criticato e poco gradito nel Festival di Sanremo; in Italia la cultura adatta per ammettere questo genere si sta ancora facendo spazio nel mondo del mainstream.

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Il futuro tra Sanremo e rap

Sanremo eddaje
Sfera Ebbasta (Foto: Wikipedia)

La speranza è che i rapper che parteciperanno alle prossime edizioni della kermesse sanremese portino un’immagine positiva della cultura rap, per dare finalmente la giusta importanza a questo genere. 

Il fatto è che ci sono troppe aspettative attorno a determinati progetti ed artisti, quasi oscurando un sottobosco di proposte musicali interessanti. Ciò che un pubblico dovrebbe fare è cercare nuovi stimoli per accrescere il proprio bagaglio musicale, senza lasciarsi trasportare da ciò che ottiene più successo nei canali tradizionali di comunicazione. 

La critica ci sarà sempre, soprattutto a Sanremo; tutto sta nel come riceverla e come porla, tenendone conto sia come artisti che come pubblico, poiché il pubblico non deve essere esente dal ricevere critiche. Gli ascoltatori rispecchiano spesso la musica del cantante, creando con lui un legame unico che a volte sfocia nel fanatismo e in un attaccamento viscerale, quasi come se il proprio artista preferito non potesse fare determinate scelte. 

Per crescere in un contesto sano e fondato sulla cultura, ciò che dovremmo fare tutti è imparare a guardare l’arte e la musica in maniera più completa, cercando di capire le scelte di chi l’arte la crea.

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