Quando si parla di Atreju, il dibattito tende a dividersi in base allo spettro politico, rimanendo dunque superficiale, fine a sé stesso, senza riconoscere all’evento l’importanza che merita. È necessaria invece un’analisi profonda, che evidenzi come una festa di un piccolo partito di destra sia diventata gli Stati Generali della politica italiana.
L’eccezionalità di Atreju
La kermesse di Fratelli d’Italia incombe come un fulmine a ciel sereno in un paese ormai disabituato al confronto come il nostro. Le feste di partito sono spesso viste come chiuse, con partecipanti che ribadiscono i propri successi e che sostanzialmente si danno ragione a vicenda.

Proprio in questo Atreju è diverso: ospiti di tutte le appartenenze politiche discutono dinanzi ad una platea tutt’altro che monocromatica, in un ambiente giovane, dinamico, nel quale, soprattutto, nessuno si accredita una fastidiosa superiorità morale o intellettuale. In questo contesto nascono confronti interessanti e rari da vedere, come quello fra Marco Travaglio e Guido Crosetto, che hanno prodotto un’intervista degna di questo nome, come non se ne vedevano da anni.
Essendosi disabituati a vederla, gli italiani riescono ad apprezzare l’onestà intellettuale della festa di Atreju, in cui viene privilegiata la pluralità di idee anche a costo di accantonare quelle del partito che l’ha organizzata.
Ti sta piacendo questo articolo? Leggi anche…
La Sinistra riparta dalla Destra
La storia della seconda Repubblica è stata silenziosamente attraversata da un fenomeno di cui pochi ne riconoscono l’importanza: il carattere popolare e genuino della politica è scivolato dall’egemonia della sinistra ed è stato raccolto dalla destra. Perché?

Importante è stata la presenza di leader carismatici da una parte e una loro totale assenza dall’altra, senza la necessità di esplicitare a quali mi riferisca in entrambi i casi; la ragione fondamentale è il fatto che le elezioni del ‘94 scatenarono nella sinistra una crisi d’identità dinanzi alla quale si rinchiuse in sé stessa, nei suoi congressi aristocratici, in quelli che vengono comunemente chiamati salotti.
Ti sta piacendo questo articolo? Leggi anche…
A questo seguì una chiusura mentale, dettata da un ridicolo complesso di superiorità morale nei confronti degli avversari, ed un conseguente allontanamento dalla realtà e dai temi che interessano veramente alla gente.
È in questo contesto che la destra assunse il ruolo d’interpretatrice dei bisogni del popolo; spesso con demagogia e populismo, non c’è dubbio, ma pur sempre con efficacia.
Efficacia che si traduce nel fatto che Atreju è sulla bocca di tutti, mentre della Festa dell’Unità non frega niente a nessuno, tranne per quei quattro gatti che ci sono andati.
Ti è piaciuto quest’articolo? Allora leggi anche: