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La lezione venezuelana

di Simone Nervi
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Chi in questi giorni invoca, dinanzi all’intervento USA in Venezuela, il rispetto del diritto internazionale, dimostra sì riguardo per una nobile idea di cooperazione fra le nazioni garantita dalla legge, ma soprattutto di vivere fuori dal mondo.

La legge esiste perché v’è qualcuno che, detenendo il monopolio della forza, ne impone il rispetto, cosa che purtroppo non avviene nei confronti di quella internazionale, per ovvi motivi: le norme ci sono, ma non ci sono i poliziotti che arrestano chi le infrange.

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Trump alle Nazioni Unite (Foto: Internazionale)

Russia, Cina e Stati Uniti, imperi che ben si guardano dal definirsi tali, hanno sempre saputo che il diritto internazionale non era altro che una barzelletta, e sempre hanno agito per ampliare o preservare il proprio dominio, senza porsi tanti problemi.

L’Europa e l’accaduto in Venezuela

Gli unici che sembrano aver creduto davvero all’esistenza di leggi internazionali sono gli europei, che fino al febbraio 2022 credevano di vivere in un mondo di pace e benessere e che solo recentemente si sono accorti che non era affatto così. Gli stati del Vecchio Continente si sono abituati, un po’ per la favola delle Nazioni Unite, un po’ per la protezione fornita dagli USA, a vedere ogni conflitto come qualcosa di eccezionale. E’ il mito della “fine della storia, che sembra aver ammaliato l’intera Europa per decenni.

Non c’è molto da discutere, c’è da agire. I singoli stati europei non riescono più ad interfacciarsi individualmente alle sfide del mondo; se l’Europa non vuole essere preda del gioco di imperi stranieri deve farsi anch’essa impero, e l’unico modo è unirsi in una grande federazione di stati, la sola istituzione che può davvero salvaguardarne gli interessi.

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