Home AttualitàSi chiama terrorismo

Si chiama terrorismo

di Simone Agosti
0 commenti

Esatto, terrorismo.

Solo così si può chiamare quanto successo ieri, 31 gennaio 2026, a Torino in occasione della manifestazione pacifica in difesa dell’ormai sgomberato centro sociale Askatasuna. Non si può definire in altro modo l’azione di chi, senza rispetto e dignità, mette a ferro e fuoco una città in nome della propria ideologia. 

Esatto, terroristi. Solo così si può definire chi, in gruppo, incappucciato e armato di martello, infierisce contro un uomo a terra. Terrorismo è, e come tale va trattato. Non c’è ideologia o scusa che tenga, di fronte alle scene a cui abbiamo assistito ieri sera. Questa violenza non può essere tollerata. 

Ti sta piacendo questo articolo? Leggi anche…

Governo autoritario un cazzo, i violenti hanno vita facile

Aggiungiamo un altro triste punto di vista a questa vicenda, e cioè la copertura fornita a questi soggetti dai soliti noti della sinistra italiana. Certo, abbiamo letto tutti le parole di vicinanza e solidarietà rivolte agli agenti feriti, ma non dimentichiamo mai chi coccola e difende quando fa comodo queste frange. 

terrorismo (solo per alt text) volantino della manifestazione
Volantino riportato da Ilaria Salis (Fonte: Twitter)

Citiamo due esempi tragici; prima della manifestazione, la nota europarlamentare Ilaria Salis invitava alla presenza in piazza a fianco dei manifestanti, con un volantino sul quale spiccavano una bandiera palestinese e una bandiera del Movimento No Tav. A quanto pare, questa gentaglia considera fascista pure un tunnel ferroviario. 

E poi, dopo il fattaccio, Marco Grimaldi, deputato di AVS (si noti che il partito è lo stesso, strane coincidenze), seppur condannando il pestaggio dell’agente, ci tiene a sottolineare come il suo partito fosse lì a fianco dei manifestanti. Gli stessi manifestanti che hanno preso a martellate un poliziotto a terra, dunque? 

Il copione è sempre lo stesso: cercare lo scontro, portare caos e violenza, e poi stracciarsi le vesti di fronte alla “repressione fascista” in arrivo. Perché sì, massacrare di botte un uomo è un reato anche per voi, e la speranza è che siate identificati ad uno ad uno. Altro che repressione fascista: i veri fascisti siete voi

Hai dubbi?

Lascia una recensione.

Potrebbe piacerti anche

Lascia un commento