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Crans Montana: curare è meglio che prevenire?

di Stefano Chiappa
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Ciò che è accaduto la notte di capodanno a Crans Montana ormai lo sappiamo tutti.

112 feriti e 47 morti, di cui 5 italiani. Una tragedia che è subito entrata nella storia.

Il 15 gennaio 2026 è stata emanata una circolare ministeriale che recita: bar, trattorie e ristoranti, nella loro configurazione ordinaria, non siano generalmente soggetti ai più severi controlli dei Vigili del Fuoco. Tali verifiche diventano obbligatorie soltanto nel caso in cui vengano superate determinate soglie di affollamento o di potenza termica installata, parametri che costituiscono indicatori di rischio più elevato. In questo modo, si evita di gravare inutilmente sulle attività di ristorazione tradizionali, che non hanno come finalità principale l’organizzazione di spettacoli o eventi di massa.

Crans Montana, il bar
Il bar di Crans Montana (Foto: IlSole24Ore)

Crans Montana e la cultura della prevenzione.

Al netto di interpretazioni giudiziarie, vorrei porre l’accento su un problema che si palesa sempre di più nel nostro paese, ossia la mentalità “finché non succede nulla, non mi devo preoccupare”.

Ciò si tramuta in una mancata cultura della prevenzione: questo concetto mancante lo possiamo applicare a più situazioni, dalla sanità alle infrastrutture, alla sicurezza sul lavoro.

Pensiamo per un attimo anche al crollo del Ponte Morandi, avvenuto nell’estate del 2018: nessuno si sarebbe aspettato che succedesse, eppure la causa più importante è stata una credenza degli anni ‘60: il cemento è immortale.

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Ovviamente non è stato così.

Oppure un altro caso recente è nato dal film “Buen camino”: se non lo sapevate, le ricerche della parola chiave “tumore alla prostata” hanno avuto un’importante impennata.

Il comune denominatore di questi fatti è la mancanza della cultura della prevenzione. Chiaramente è un concetto che nasce dalla medicina e dalla sanità, che però possiamo applicare a qualsiasi situazione, come abbiamo visto poc’anzi.

Non sono un grande fan della domanda “e se…?” ma a volte è lecito chiedersi: ”se avessimo prevenuto questo evento, cosa sarebbe successo?”. La risposta purtroppo non la sappiamo.

Ciò che possiamo fare è continuare a coltivare questa cultura della prevenzione, dato che in Italia manca.

Applicata alle tragedie come crolli di edifici, sarebbe interessante capire come, nonostante i cosiddetti numerosi e aggiornati controlli, succedano le suddette.

Sarebbe anche interessante perché a noi italiani piace non prenderci cura di noi stessi e del nostro paese in maniera intelligente. Invece che fare ciò, ci piace distrarci con cose futili piuttosto che porre l’accento sui problemi che ci possono causare malessere.

La vicenda di Crans Montana ci insegna questo: fino a quando non è successo un fatto del genere, non avremmo mai pensato di sentirci in pericolo andando in un bar. Ma occorrono davvero le tragedie per farci aprire gli occhi?

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