Per capire la nascita del Movimento 5 Stelle bisogna partire da Giuseppe Grillo e dal suo blog, aperto nel 2005 e diventato presto uno strumento importante per le sue campagne contro la politica tradizionale, la corruzione e i partiti. Attorno al blog nascono gruppi di cittadini e attivisti che si organizzano attraverso i meet-up locali.

Un momento fondamentale arriva nel 2007 con il primo V-Day organizzato a Bologna che porta in piazza migliaia di persone e raccoglie firme per la proposta di legge “Parlamento Pulito”, riguardante i criteri di eleggibilità del parlamentari. È il primo segnale della nascita di un movimento che va oltre la semplice attività di Grillo.

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Il nome e gli inizi del Movimento
Movimento “5 stelle” sta a indicare i pilastri e gli obiettivi principali: acqua, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività.
Nel 2009, insieme a Gianroberto Casaleggio, Grillo fonda ufficialmente il M5S. Fin dall’inizio questo cerca di distinguersi dai partiti tradizionali, rifiutando la classica divisione tra destra e sinistra e puntando sulla partecipazione diretta dei cittadini e sull’utilizzo della rete.
I primi successi arrivano alle elezioni locali. Nel 2012 il Movimento conquista diversi comuni e ottiene un risultato particolarmente importante a Parma, dove Federico Pizzarotti viene eletto sindaco. Nello stesso anno ottiene un risultato molto rilevante anche in Sicilia. La crescita porta rapidamente il movimento sulla scena nazionale.
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Il 2013 e il successo
Alle elezioni politiche del 2013 arriva il vero boom: supera il 25% dei voti e diventa una delle principali forze del Parlamento scegliendo però di non allearsi né con il centrosinistra né con il centrodestra, mantenendo una posizione di opposizione verso l’intero sistema politico.

Già in questa fase emergono anche le prime tensioni interne: alcuni esponenti, come Federica Salsi e Giovanni Favia, criticano pubblicamente la gestione del movimento e il forte ruolo esercitato da Grillo e Casaleggio.
Alle elezioni politiche del 2018 il Movimento compie un ulteriore salto e diventa il primo partito italiano. Nasce il governo “giallo-verde” guidato dal PDC Giuseppe Conte, sostenuto dal M5S e dalla Lega per un accordo fra i due partiti. Per il Movimento, che intanto vede protagonista non più Beppe Grillo ma bensì Luigi Di Maio, giunto alla Farnesina, è una svolta: la forza politica nata come protesta contro il sistema entra per la prima volta direttamente al governo.

Tra i provvedimenti più caratteristici di questa fase ci sono il reddito di cittadinanza e il decreto dignità, quest’ultimo con l’obbiettivo, tra altre cose tra cui la lotta alla ludopatia, di tutelare lavoratori e imprese riducendo precariato e delocalizzazione.
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Le esperienze di governo e le varie crisi politiche
L’alleanza con la Lega termina nel 2019 e nasce il secondo governo Conte senza tornare alle urne, questa volta sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico. È un cambiamento significativo per un movimento che aveva costruito gran parte della propria identità sulla distanza dai partiti tradizionali.
Nel gennaio 2021, però, Italia Viva si stacca dalla maggioranza causando la caduta del governo stesso. Giuseppe Conte viene sostituito da Mario Draghi, che guida un esecutivo “tecnico“ sostenuto anche dal M5S per superare la crisi pandemica.
La decisione provoca forti divisioni interne e porta alla fuoriuscita di Luigi Di Maio e di numerosi parlamentari, che formano Insieme per il Futuro. Nello stesso periodo Giuseppe Conte diventa presidente del Movimento, assumendo un ruolo sempre più centrale. Nel novembre 2024, su richiesta dell’ex PDC di riorganizzare il partito e modificarne lo statuto, gli iscritti hanno votato online 40 quesiti, comprendenti la rimozione del garante Giuseppe Grillo e il posizionamento politico.
Il Movimento oggi
Alle elezioni politiche del 2022 il M5S, passando dal 32% al 15, subisce un forte ridimensionamento rispetto al 2018 ma rimane una forza importante in Parlamento. Sotto la guida di Conte il Movimento rafforza la propria identità su lavoro, welfare, ambiente e politiche sociali, avvicinandosi maggiormente al centrosinistra pur mantenendo una propria autonomia politica.

La storia del Movimento 5 Stelle è quindi molto diversa da quella del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia. Non nasce infatti dalla trasformazione di un partito precedente, ma da un movimento di protesta costruito attraverso internet e le mobilitazioni di piazza. In pochi anni passa dai V-Day alla conquista di importanti comuni, dal boom del 2013 alla vittoria del 2018 e a due esperienze di governo. Proprio questo rapido cambiamento ha però portato anche divisioni interne e numerosi cambiamenti di posizione.
Tra i punti di forza vi sono però la capacità di intercettare il malcontento verso la politica tradizionale, l’utilizzo della rete e il coinvolgimento di cittadini che si sentivano lontani dai partiti. Le principali critiche riguardano invece l’inesperienza iniziale e i cambiamenti di posizione. Il passaggio da movimento anti-establishment a forza di governo ha così trasformato profondamente il M5S, rendendolo uno dei fenomeni politici più particolari della storia recente della Repubblica italiana.
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