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Storia del partiti politici italiani (pt.4): Forza Italia dalla rivoluzione politica di Berlusconi alla trasformazione del centrodestra

di Alessandro Paglia
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Forza Italia Berlusconi

La nascita del partito

Gli anni attorno al 1994 sono un periodo in cui la politica italiana sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia: le inchieste di mani pulite e tangentopoli hanno travolto molti dei partiti che avevano governato durante la Prima Repubblica tra cui la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano. In questo scenario entra in politica Silvio Berlusconi, imprenditore già affermato nel settore televisivo ed editoriale che il 26 gennaio 1994 annuncia la sua discesa in campo con uno storico messaggio televisivo.

Nasce così Forza Italia, un movimento che punta a raccogliere l’elettorato moderato rimasto senza riferimenti politici e a contrastare la sinistra ex comunista. Il partito si presenta con uno stile comunicativo nuovo, molto legato alla figura del suo fondatore, e in pochi mesi riesce a conquistare una parte importante di italiani. Alle elezioni del marzo 1994 Forza Italia ottiene circa il 21% dei voti e diventa il primo partito italiano.

Il Cavaliere riesce a costruire una coalizione che riunisce forze politiche diverse: al Nord si allea con la Lega Nord mentre nel Centro-Sud stringe un accordo con Alleanza Nazionale. Il primo governo Berlusconi, però, dura pochi mesi e cade nel dicembre dello stesso anno dopo le tensioni con la Lega guidata da Umberto Bossi e il famigerato “ribaltone“.

Forza Italia Silvio Berlusconi e Umberto Bossi
Umberto Bossi e Silvio Berlusconi negli anni Novanta (Foto: ilRiformista)

È un episodio importante perché mostra fin da subito una delle difficoltà che accompagneranno il centrodestra: tenere insieme partiti con idee e interessi differenti. Nel 1996 Forza Italia perde le elezioni contro la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi, ma rimane il principale riferimento dell’opposizione.

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Berlusconi nel nuovo millennio

La vera affermazione arriva nel 2001, quando Berlusconi vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà, una coalizione che comprende Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e altre forze minori. Il governo rimane in carica fino al 2006 e diventa il più longevo della storia repubblicana.

Durante questi anni Forza Italia consolida la propria identità politica basata su posizioni liberali in economia (riduzione della pressione fiscale, sostegno alle imprese,…) e valori moderati. Il partito si distingue anche per una comunicazione fortemente personalizzata: Berlusconi non è soltanto il leader, ma il principale volto e punto di riferimento dell’intera organizzazione.

Il centrodestra perde però le elezioni contro Prodi per un margine molto ristretto. La fase successiva è caratterizzata dal tentativo di superare la frammentazione politica attraverso la creazione di un unico grande partito. Nel 2008 Forza Italia e Alleanza Nazionale si presentano insieme alle elezioni sotto il simbolo del Popolo della Libertà (PdL) che vince la consultazione e riporta Berlusconi a Palazzo Chigi.

Forza Italia Popolo della Liberà
(Foto: RaiNews)

Un anno più tardi le due forze confluiscono ufficialmente nel nuovo partito, mettendo fine all’esperienza autonoma di Forza Italia. L’obiettivo è riunire il centrodestra sotto un’unica sigla, ma negli anni successivi emergono tensioni sulla leadership e sulla linea politica da seguire.

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Crisi interne, vicende giudiziarie e discesa elettorale

La crisi del PdL si manifesta soprattutto nel 2013, quando Berlusconi decide di rilanciare il nome e il simbolo storico di Forza Italia. La scelta provoca una divisione interna: una parte del partito, guidata da Angelino Alfano, preferisce continuare a sostenere il governo guidato da Enrico Letta e fonda il Nuovo Centrodestra, mentre i fedelissimi di Berlusconi tornano a Forza Italia.

Lo stesso anno il Cavaliere viene condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset e il Senato ne approva la decadenza da parlamentare. Il Cavaliere sembra politicamente morto ma nonostante le difficoltà in quegli anni rimane un componente importante del centrodestra e continua a partecipare alle coalizioni con Lega e Fratelli d’Italia, anche se attraversa una fase di ridimensionamento elettorale.

Alle elezioni del 2018, infatti, ottiene circa il 14% dei voti e alle politiche del 2022 scende intorno all’8%. Nel frattempo, all’interno del centrodestra cresce prima il peso della Lega e poi di Fratelli d’Italia, che con le scorse politiche diventa il primo partito della coalizione. Forza Italia partecipa comunque al governo guidato da Giorgia Meloni, mantenendo una posizione legata al centro moderato e all’appartenenza al Partito Popolare Europeo.

Forza Italia Centrodestra
Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini (Foto: merkur.de)

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La morte del fondatore e il futuro del partito

Il 12 giugno 2023 muore Silvio Berlusconi. La sua scomparsa apre una fase nuova, perché Forza Italia deve dimostrare di poter proseguire senza il leader che ne aveva determinato l’identità. Antonio Tajani viene scelto come segretario nazionale e guida il partito nel tentativo di conservarne il ruolo all’interno del centrodestra puntando sui valori europeisti, atlantisti e moderati. Alle elezioni europee del 2024 Forza Italia, presentatasi insieme a Noi Moderati, sfiora il 10% dei consensi e registra dunque un leggero aumento rispetto a due anni prima.

Forza Italia ha senza dubbio contribuito a costruire il centrodestra moderno, rivoluzionando la comunicazione e unendo tradizioni politiche diverse. I sostenitori ne sottolineano la difesa dell’iniziativa privata, il sostegno alle imprese e il legame con il mondo moderato ed europeo ma i critici evidenziano il personalismo di Berlusconi, i conflitti d’interesse, le vicende giudiziarie specie riguardo il fisco e le difficoltà del partito di costruire una nuova leadership dopo la morte del fondatore.

Nonostante le pericolose tensioni interne fra una corrente più liberale, supportata dalla stessa Marina Berlusconi, e una più conservatrice, la sfida di FI sarà ora quella di rimanere riconoscibile nell’area moderata dello spettro politico e dell’attuale centrodestra, trovando allo stesso tempo una nuova identità per evitare di vivere sul ricordo di Berlusconi, cosa che potrebbe essere, alla lunga, deleteria.

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