Home PoliticaFinalmente chiuso Askatasuna. Che faremo adesso? Beh, potreste andare a lavorare.

Finalmente chiuso Askatasuna. Che faremo adesso? Beh, potreste andare a lavorare.

di Simone Nervi
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Il 18 dicembre è stato sgomberato dalla DIGOS il centro sociale torinese “Askatasuna”: trent’anni d’illegalità, di gente dalle dubbie abitudini igieniche e d’indecenza camuffata come “controcultura” sono giunti finalmente al termine

Il centro, situato in corso Regina Margherita, nacque nel ‘96 dall’occupazione di una palazzina abbandonata da parte di qualche decina di militanti e vanta una lunga e prestigiosa storia: perquisito dalle forze dell’ordine un paio di volte a cavallo del secolo, nel 2024 venne riconosciuto “bene comune” (ho dovuto rileggere tre volte per crederci davvero) dalla giunta comunale di Torino e per questo fu cominciato un processo di cogestione, interrotto dallo stesso sindaco per il mancato rispetto degli accordi stipulati. 

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Askatasuna e La Stampa
L’assalto agli uffici de La Stampa (Foto: Avvenire)

Lo sgombero non è stato affatto casuale: rientrava nell’inchiesta che vede indagati decine di militanti per l’assalto alla sede del quotidiano La Stampa del 28 novembre così come quello alla sede di Leonardo avvenuta il 3 ottobre; una menzione onorevole è senz’altro dovuta all’occupazione dei binari delle stazioni torinesi avvenuta in settembre in occasione della manifestazione pro-Palestina. 

In serata si è addirittura tenuto un corteo contro lo sgombero, in cui i petardi e le bottiglie rotte lanciate contro le forze dell’ordine sono state ricambiate dagli idranti, che dal ‘96 sono forse stati l’unica occasione per questi occupanti di farsi una doccia come si deve.

Askatasuna e CasaPound

È impensabile per un paese civile che questi centri di violenza e illegalità siano stati tollerati per così tanto tempo e da così tanti governi; è impensabile che una parte della politica persista a schierarsi a fianco di questi scapestrati che in nome dell’antifascismo commettono azioni, come l’occupazione de La Stampa, dal carattere profondamente intollerante verso le libere opinioni altrui. 

È però altrettanto assurdo, come ricorda in tono un po’ qualunquista il deputato del Pd Matteo Mauri, il fatto che la sede romana di Casapound non subisca lo stesso trattamento del centro torinese, testimonianza che “la vittoria dello Stato contro i violenti” millantata dal presidente dei senatori Fdi Lucio Malan, è in realtà ben lontana dal compiersi

(Fonte: Ansa, “Sgomberato Askatasuna, tensione con la polizia al corteo di protesta”)

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